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Intelligenza artificiale in sanità, gli ospedali si candidano a guidare la trasformazione

L’IA come strumento per ottimizzare il Servizio sanitario nazionale purché con professionisti formati e pari garanzie d’accesso per i cittadini: le proposte e la selezione di best practice della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere

di Barbara Gobbi

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L’Intelligenza artificiale come realtà consolidata, se non ancora nella vita quotidiana di tutte le aziende e di tutti gli operatori, di certo nelle strategie nazionali che a partire dalle sperimentazioni e dalle best practice sul territorio sono in corso di implementazione. A fare il punto, sono le stesse aziende sanitarie e ospedaliere aderenti alla Fiaso, la Federazione che a giugno scorso ha avviato a Siracusa un percorso per accompagnare l’ingresso dell’Intelligenza artificiale verso applicazioni concrete, sicure e sostenibili per il Servizio sanitario nazionale. E che a Roma ha completato il suo ciclo itinerante di incontri e focus con il Forum “Next Health 2026 – AI for Health: dalla visione alla realtà”, in cui sono state premiate anche le sei esperienze selezionate nella Call4Ideas “AI for Health”. Da Nuoro e Palermo a Milano e Verbania, passando per Firenze, progetti dedicati all’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nelle aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario nazionale.

Uno strumento utile

«L’intelligenza artificiale non è una scorciatoia tecnologica, né una promessa astratta: è uno strumento che, se guidato con visione pubblica, può aiutarci a migliorare concretamente la sanità - ha sottolineato il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle -. Proprio perché questi strumenti sono potenti, serve una governance solida. La tecnologia - ha aggiunto - non sostituisce l’essere umano e non prende il posto della relazione di cura. Con “Next Health” Fiaso vuole contribuire a guidare questa evoluzione: selezionare le soluzioni efficaci, misurarne l’impatto e trasformare l’intelligenza artificiale in valore pubblico».

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Guidare la trasformazione

«L’IA applicata alla sanità è già oggi la leva che sta cambiando radicalmente il modo in cui si programmano i servizi, si governa il percorso del paziente, si sostengono i professionisti e si migliorano i tempi della cura - ha avvisato Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, nel suo intervento al Forum Fiaso -. Il punto allora è come guidare questa trasformazione con responsabilità, visione e concretezza ed è su questo terreno che stiamo lavorando da inizio Legislatura, concentrandoci su tre assi strategici: lo sviluppo del Fascicolo sanitario elettronico, della telemedicina e delle sperimentazioni con l’IA che è direttrice trasversale alle prime due. La sfida oggi è trasformare le sperimentazioni in sistema - ha aggiunto -: passare da progetti isolati a una nuova cultura della governance sanitaria, facendo sì che innovazione tecnologica e organizzativa camminino insieme. Su questo campo si gioca una parte decisiva della qualità del nostro Servizio sanitario nei prossimi anni e sarà importante costruire insieme una sanità in cui la tecnologica non sostituisce la relazione di cura ma la rende più forte», ha concluso.

Ridurre le disuguaglianze

Per il ministro della Salute Orazio Schillaci, «dobbiamo passare da una sanità che gestisce la malattia a una sanità proattiva, che costruisce la salute, con il cittadino come partner informato e non come utente passivo». E in quest’ottica, ha spiegato, «l’intelligenza artificiale ci può aiutare proprio a ottimizzare i processi, a utilizzare meglio le risorse, ad avere una migliore organizzazione e, molto importante, anche a rendere ancora più sostenibile tutto il nostro sistema sanitario. Ma in questa prospettiva è fondamentale garantire un accesso equo alle tecnologie, ridurre i divari territoriali, favorire una diffusione omogenea dell’innovazione su tutto il territorio italiano. Questo è un aspetto decisivo: senza equità non puo’ esserci vero progresso».

Migliorare la qualità di vita

«Accanto alle opportunità offerte dall’Intelligenza artificiale - ha voluto sottolineare il ministro della Salute - emergono anche sfide importanti, a partire dalla tutela della privacy, della sicurezza dei dati. Per questo è indispensabile costruire regole chiare e una governance capace di garantire un utilizzo sicuro, etico e responsabile delle nuove tecnologie, nell’interesse dei cittadini e della qualità del nostro Servizio sanitario nazionale. Il compito delle istituzioni è questo: trasformare le potenzialità dell’innovazione in strumenti concreti capaci di migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini».

Formare gli operatori

C’è ancora sul tavolo il tema della formazione di medici e operatori sanitari su tecnologie e Ia e su questo il Piano nazionale di ripres e resilienza si era mosso. «Una parte delle risorse del Pnrr - ha spiegato - è stata destinata proprio a questo obiettivo. Sono oltre 225.000 gli operatori del Servizio sanitario nazionale coinvolti nei percorsi formativi e a questi si aggiungono quasi 10.000 medici di medicina generale». Un passaggio necessario perché l’innovazione tecnologica «deve sempre stare al servizio delle competenze e delle responsabilità dei professionisti sanitari senza mai sostituirne il ruolo - ha avvisato ancora Schillaci -. In questo percorso di trasformazione dobbiamo quindi continuare a investire nella formazione degli operatori sanitari affinché dispongano di competenze necessarie per utilizzare al meglio le nuove tecnologie»

I 6 premiati

“Next Health 2026” rappresenta il punto più avanzato del percorso avviato da Fiaso a giugno 2025 con il forum “Logos & Téchne” di Siracusa e proseguito a Milano con la fase di accelerazione e selezione delle progettualità sviluppate nell’ambito di due call nazionali promosse con PwC Italia, P4B e Datapizza: la Call4Acceleration “AI for Patient Journey Innovation”, rivolta a startup e imprese innovative, e la Call4Ideas “AI for Health”, destinata alle aziende sanitarie pubbliche associate.

Sei i vincitori della “Call4Ideas”, premiati a Roma da Fiaso su 48 candidature da startup e 68 proposte progettuali dalle aziende sanitarie. Progetti nati nelle aziende sanitarie e ospedaliere, individuati per innovatività, solidità e replicabilità, che saranno sviluppati, sperimentati e trasformati in modelli utili, prototipi, per il Servizio sanitario nazionale.

• ARNAS OSPEDALI CIVICO DI CRISTINA BENFRATELLI PALERMO - Comunicazione avanzata e riduzione dell’ergonomia operativa. Una piattaforma integrata con i sistemi informativi del pronto soccorso per tradurre i dati clinici in aggiornamenti chiari ed empatici per i caregiver, riducendo il carico informativo sul personale sanitario, lo stress dei familiari e il rischio di conflittualità nelle aree di emergenza.

• ASST VALTELLINA E ALTO LARIO - Valtellina Data Lab: Appropriatezza Prescrittiva, Aderenza Terapeutica e Assistente telefonico AI. Un modello di clinical governance che utilizza i dati della Banca Dati Assistiti per migliorare appropriatezza prescrittiva, aderenza terapeutica e presa in carico dei pazienti cronici. Il progetto prevede anche un assistente telefonico AI multilingue attivo h24.

• COQ, CENTRO ORTOPEDICO QUADRANTE DI OMEGNA (VERBANIA) - ASL VCO. BI e machine learning per la programmazione efficiente delle sale operatorie. Un sistema che integra Business Intelligence e machine learning per prevedere i tempi chirurgici, ottimizzare l’uso delle sale operatorie, ridurre i tempi di inattività e aumentare il numero di interventi programmabili.

• ASST GRANDE OSPEDALE METROPOLITANO MILANO NIGUARDA - Niguarda SmartCare. Una app ospedaliera unica, potenziata dall’intelligenza artificiale, per centralizzare servizi digitali, informazioni personalizzate, prenotazioni e comunicazioni con la struttura, semplificando l’accesso per pazienti e caregiver.

• ASSL 3 DI NUORO - HealthFlow: ridisegnare l’efficienza logistica sanitaria con l’AI. Una soluzione per la gestione dinamica e predittiva delle liste d’attesa e delle risorse ambulatoriali e chirurgiche, con l’obiettivo di saturare gli slot disponibili, ridurre no-show e disdette e sincronizzare l’attività chirurgica con la disponibilità dei posti letto.

• AOU CAREGGI FIRENZE - Gestione intelligente delle scorte ospedaliere, Una piattaforma che applica AI predittiva, prescrittiva e generativa alla gestione dei magazzini di reparto, prevedendo il fabbisogno, suggerendo ordini, monitorando scadenze e riducendo sprechi e stock-out.

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