Ipertensione arteriosa polmonare: ecco perché ascoltare il respiro migliora diagnosi e cure
Dalla nuova campagna di comunicazione in musica ideata dal Maestro Melozzi ai progressi dei farmaci di nuova generazione che intervengono direttamente sui meccanismi biologici: il punto sulla malattia rara che in Italia colpisce circa 3mila persone per lo più donne
di Roberto Badagliacca *
3' di lettura
I punti chiave
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Il respiro è il gesto più naturale che compiamo, spesso senza accorgercene. Solo quando manca ci rendiamo conto di quanto sia essenziale. Per le persone che convivono con l’ipertensione arteriosa polmonare (Iap), respirare non è mai un atto scontato: è una sfida quotidiana che condiziona i gesti anche più semplici e incide sulle relazioni e sulla qualità della vita di chi ne soffre.
La campagna in musica
In occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione polmonare del 5 maggio, tornare a parlare di questa patologia rara è fondamentale per accrescere consapevolezza e attenzione pubblica. Anche campagne di sensibilizzazione come “Aria di vita – ed è musica per le persone con ipertensione arteriosa polmonare”, promossa da MSD Italia, con il patrocinio delle associazioni pazienti Amip e Aipi, aiutano a riportare al centro il vissuto delle persone che convivono con questa malattia. La campagna, attraverso il linguaggio potente e universale della musica, ha voluto trasformare il respiro in note. Le storie e le emozioni delle persone che soffrono di questa patologia diventano note musicali di un componimento inedito ed esclusivo realizzato dal Maestro Enrico Melozzi.
La malattia
L’ipertensione arteriosa polmonare è una malattia rara, progressiva e gravemente invalidante, caratterizzata da un aumento della pressione nelle arterie polmonari con un importante sovraccarico per il cuore destro: in Italia si stima che convivano con questa condizione circa 3.000 persone, prevalentemente donne.







