Una foto fornita dall’Ufficio Stampa del Primo Ministro israeliano mostra Benjamin Netanyahu in visita a una postazione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) vicino alla “Linea Gialla”, all’interno della Striscia di Gaza, il 2 settembre 2026. ANSA/Ufficio stampa del primo ministro israeliano  ANSA

02 settembre 2026

Guerra ultime notizie. Netanyahu visita Gaza: «Controlliamo il territorio»

E il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ribadisce: il piano per «emigrazione volontaria» da Gaza è ancora all’ordine del giorno

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2 settembre 2026

Trump: «Regime iraniano sempre più debole, capisco la situazione della popolazione»

“Capisco la difficile situazione” del popolo iraniano: il regime ha ucciso 52.000 manifestanti. “Ho chiesto” quando il popolo di ribellerà “conoscendo già la risposta”, ovvero che vengono uccisi se manifestano. Ma “il regime sta diventando più debole ogni giorno”. Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale rispondendo chi gli chiedeva del suo messaggio su Truth in cui si chiedeva quando il popolo iraniano si sarebbe ribellate e se fosse disposto a inviare la Cia per armare gli iraniani. “A questo non posso rispondere, non sarebbe appropriato”, ha detto in merito alla Cia.

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2 settembre 2026

Gaza, medico in prigione senza accuse da anni: Corte suprema d’Israele nega scarcerazione

Il medico palestinese Hussam Abu Safiya, catturato dall'esercito israeliano a Gaza alla fine del 2024 e tuttora in stato di detenzione, compare in videoconferenza all'udienza della Corte Suprema israeliana a Gerusalemme, il 10 giugno 2026. REUTERS TV via REUTERS REUTERS

La Corte Suprema israeliana ha respinto un ricorso per il rilascio di un importante medico palestinese detenuto senza accuse da quando è stato catturato a Gaza alla fine del 2024.

Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan, è parte di un gruppo di medici di Gaza - almeno 14 - incarcerati in Israele senza accuse da oltre un anno. Può continuare a essere trattenuto in base alla legge israeliana sui combattenti illegali, nonostante non siano state formulate accuse penali contro di lui. Lo riporta Times of Israel, specificando che il testo della decisione e le motivazioni non sono ancora stati resi pubblici.

2 settembre 2026

Gaza, ong: continue violenze in carcere per il medico Abu Safiya

Il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, detenuto da Israele dal dicembre 2024, ha denunciato di essere vittima di continui maltrattamenti da parte delle guardie carcerarie. Lo ha reso noto oggi l’organizzazione Medici per i diritti umani Israele, riferendo dell’incontro avuto lo scorso 30 agosto dal pediatra palestinese con il suo avvocato.

“Abu Safiya ha riferito al suo avvocato di essere stato aggredito e picchiato con i manganelli dalle guardie, anche in zone sensibili. Ha inoltre denunciato di essere deliberatamente privato del sonno attraverso rumori forti e l’uso costante di altoparlanti durante la notte. Secondo Abu Safiya, è stato aggredito dopo la precedente visita del suo avvocato e ammonito a non parlare delle condizioni della sua detenzione”, ha scritto su X l’organizzazione, ricordando di aver presentato la domanda perchè Abu Safiya venga visitato da un medico indipendente.

“La prima richiesta è stata presentata al Servizio penitenziario israeliano il 7 luglio, ma non è ancora stata approvata. Allo stesso tempo, la nostra principale richiesta rimane invariata: il rilascio dei 14 medici da Gaza, tra cui il dottor Abu Safiya, perchè possano tornare dalle loro famiglie e riprendere la loro attività professionale”, ha concluso l’organizzazione.

2 settembre 2026

Nuova minaccia da Teheran, testa i missili ipersonici di Mosca

C430L: non è un nuovo virus pandemico ma la sigla di un programma segreto potenzialmente letale, perché potrebbe consentire alla Repubblica islamica iraniana di fabbricare in casa i micidiali missili ipersonici made in Russia. E’ dal 2022 che gli esperti temono questa svolta nello scacchiere mediorientale: nell’estate di quell’anno, Mosca era costretta a fare i conti con il fallimento dell’invasione lampo dell’Ucraina, sfiancata dalla resistenza di Kiev e con gli arsenali a secco, così si rivolse a Teheran per avere i droni kamikaze Shaeed. Armi destinate a cambiare il volto non solo della guerra in Ucraina ma dei conflitti moderni.

Pochi mesi dopo i primi incontri - le immagini satellitari ottenute dalla Cnn rivelarono la presenza di funzionari del Cremlino in una base aerea dell’Iran centrale dove erano parcheggiati numerosi droni iraniani -, i russi furono in grado di utilizzare sul campo i droni Geran, la versione Shaeed prodotta in casa da Mosca. Da allora molti si sono chiesti cosa avesse ottenuto Teheran nello scambio di know-how militare: oggi una inchiesta del Financial Times rivela che la Repubblica islamica ha chiuso un contratto per la produzione di missili ipersonici. Arma che oggi, nel corso del conflitto con Usa e Israele, potrebbe sparigliare il tavolo: Ft nota infatti che “l’Iran ha utilizzato droni e missili per infliggere danni significativi alle basi militari americane e ad altri obiettivi in tutto il Medio Oriente, ma finora non è riuscito a infliggere danni paragonabili alle risorse navali statunitensi”.

E i missili ipersonici a cui lavora l’Iran sono proprio quelli anti-nave. Un’ambizione che Teheran cova da anni, e che nel 2023 ha assunto una insperata concretezza grazie al contratto ispirato dal gigante russo degli armamenti Rosoboronexport e siglato in pompa magna in novembre. Mosca ha successivamente inviato decine di esperti e tecnici, analizzato i primi dati dei test condotti dagli iraniani sui primi vettori. Ad oggi è incerto lo stato di avanzamento del progetto, mentre è certo che questo tipo di missili, fatti a Teheran o forniti dai russi, non abbiano debuttato nel conflitto nel Golfo. Dovessero mai apparire sulla scena rappresenterebbero certo una micidiale minaccia per la flotta Usa e dei suoi alleati. I missili a cui lavorerebbe Teheran sfrecciano a velocità superiori a Mach 2 e 3, a bassissima quota, che Ft paragona a quella del primo piano dei celebri bus rossi di Londra. L’ultima nota sul programma segreto è del giugno scorso, una lettera di Rosoboronexport allude ai dettagli da definire prima di una inquietante “prossima fase”.

I più letti

2 settembre 2026

Blair ha chiesto a Anp di togliere Palestina da libri

L’ex premier britannico Tony Blair, oggi membro del Board of Peace del presidente americano Donald Trump, ha chiesto all’Autorità nazionale palestinese (Anp) di sostituire nei libri di testo scolastici qualsiasi riferimento alla parola “Palestina” con il termine “Samaria”. Lo ha detto Jeremy Greenstock, ambasciatore britannico presso le Nazioni Unite tra il 1998 e il 2003, in un’intervista al Middle East Eye, riferendo anche di “difficoltà” che il suo ex premier starebbe incontrando nel ruolo di supervisore della gestione postbellica di Gaza per conto del Board of Peace.

“A quanto ho capito, recentemente il Board of Peace gli ha chiesto di recarsi a Ramallah e di chiedere la rimozione dal curriculum scolastico palestinese di qualsiasi riferimento alla parola Palestina, se vogliono essere considerati dal Board of Peace capaci di raggiungere un accordo con Israele per porre fine al conflitto in corso, iniziato il 7 ottobre”, ha detto Greenstock, precisando di aver appreso questa informazione da una fonte di livello ministeriale.

2 settembre 2026

Tajani: Israele deve fermare coloni violenti

Sulla situazione in Medio Oriente “abbiamo ribadito la nostra contrarietà” ai tentativi di annessione della Cisgiordania da parte israeliana, “confermando i documenti firmati anche dal governo italiano sull’aggressività dei coloni che vogliono andare oltre i limiti E1 con gli appalti per la realizzazione di di infrastrutture e di case nel territorio della Cisgiordania. Siamo per la politica che deve portare a due Stati, siamo a favore dello Stato palestinese che dovrà nascere, siamo ovviamente a favore anche del disarmo di Hamas e siamo a favore delle elezioni in Palestina” oltre ad essere “favorevoli anche che ci sia un monitoraggio europeo per vedere il regolare svolgimento delle elezioni”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani Wicklow, in Irlanda, al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri della Ue in formato “Gymnich”.

“Noi - ha proseguito Tajani - siamo sempre a favore di sanzioni contro il ministro Ben Gvir per quello che ha fatto nei confronti dei nostri concittadini e per quello che continua a fare con manifestazioni, dichiarazioni violente, nel territorio della Cisgiordania. Questo non significa che noi non vogliamo che sia garantita l’incolumità e l’integrità di Israele, significa soltanto che i coloni non possono essere usare violenza, le immagini che abbiamo visto, anche contro giornalisti statunitensi, sono veramente incredibili, inaccettabili, e questo non si deve più ripetere, lo stesso governo israeliano li ha condannati però ora bisogna che vengano fermati”, ha concluso.

2 settembre 2026

Qatar condanna attacco contro petroliera saudita: «Libertà navigazione principio non negoziabile»

Il Qatar condanna con “fermezza” l’attacco dell’Iran contro la petroliera saudita Sidr mentre era in transito nello Stretto di Hormuz, provocando vittime tra i membri dell’equipaggio. Il Qatar considera l’accaduto “una flagrante violazione delle norme del diritto internazionale e della libertà di navigazione marittima, nonché una grave violazione della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Il ministero degli Esteri del Qatar ribadisce “il categorico rifiuto del Qatar di utilizzare lo Stretto di Hormuz come strumento di pressione”. In questo contesto, il ministero chiede “la riapertura incondizionata dello Stretto, sottolineando che la libertà di navigazione attraverso questa arteria marittima strategica costituisce un principio consolidato e non negoziabile”. Il ministero osserva inoltre che la chiusura prolungata dello Stretto “mette a rischio gli interessi vitali dei Paesi della regione e l’economia globale”. Doha sottolinea infine la necessità “di porre fine agli attacchi ingiustificati dell’Iran contro i beni dei Paesi fratelli, ribadendo al contempo la piena solidarietà del Qatar all’Arabia Saudita e il proprio sostegno a qualsiasi misura che il Regno decida di adottare per proteggere i propri beni”.

2 settembre 2026

Trump: «Hormuz sotto controllo Usa, lo ribattezziamo Stretto di Trump?»

“Ora che è sotto il controllo degli Stati Uniti, dovremmo cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in Stretto di Trump?”. È la provocazione lanciata da Donald Trump sul suo social Truth.

Dall’account Truth Social @realDonaldTrump

2 settembre 2026

Beirut, prossimo round colloqui a Roma il 15-16 settembre

Secondo l’emittente televisiva libanese Mtv il prossimo round di colloqui tra Libano e Israele potrebbe svolgersi a Roma il 15 e il 16 settembre.

2 settembre 2026

Iran: sequestrata nave con 380mila litri di carburante, 11 stranieri arrestati

Le guardie di frontiera iraniane hanno sequestrato un’imbarcazione che trasportava circa 382mila litri di carburante di contrabbando nel nord del Golfo Persico. Lo riporta l’emittente statale Irib, aggiungendo che undici membri dell’equipaggio stranieri sono stati arrestati. Non è stata indicata la nazionalità degli stranieri fermati.

2 settembre 2026

Save the Children: in Libano più di 7 bimbi al giorno uccisi o feriti in 6 mesi

Giulia Rivadi Giulia Riva

Una donna e una bambina in piedi accanto a veicoli militari libanesi a Zawtar al-Gharbiya, nel sud del Libano, il 5 agosto 2026. Zawtar al-Gharbiya è una delle zone pilota designate nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele, dalla quale le forze israeliane si sono ritirate.   (EPA/Stringer)

Quasi 1.300 bambini sono stati uccisi o feriti – più di sette bambini al giorno, in media – nei sei mesi successivi alla più ampia escalation israeliana in Libano degli ultimi decenni. Lo dichiara Save the Children, l’organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio nel mondo e garantire loro un futuro.

2 settembre 2026

Media: almeno 5 feriti in un attacco con drone Idf a Khan Younis

Almeno cinque palestinesi sono rimasti feriti a seguito di un raid effettuato con un drone dall’Idf a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riportano i media palestinesi.

2 settembre 2026

Katz: «Piano per “emigrazione volontaria” da Gaza ancora all’ordine del giorno»

Durante un convegno organizzato da Ynet, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che “il piano per l’emigrazione volontaria dalla Striscia di Gaza è ancora all’ordine del giorno. Alla fine non esiste una vera soluzione per Gaza se non questa. Si può effettuare via mare, per via aerea. L’Egitto non è disposto che sia attraverso il suo territorio”.

Katz ha affermato che il governo controlla la questione “costantemente attraverso sondaggi” e che “l’80% della popolazione di Gaza vuole emigrare, ma Hamas non lo permette e non ci sono Paesi al mondo disposti ad accogliere”. All’inizio del suo mandato, Donald Trump aveva affermato l’intenzione di ’possedere’ Gaza, e che altri Paesi avrebbero dovuto accoglierne la popolazione per implementare il piano che aveva chiamato ’la Riviera di Gaza’.

Durante il suo intervento, Katz ha affermato rispetto al piano del presidente Usa che “Trump non l’ha cancellato, l’ha congelato, ne stiamo discutendo continuamente anche adesso. Tutti i Paesi arabi si sono rivolti a lui, sotto pressione per questa questione, offrendogli tutto ciò che vuole, investimenti, disarmo di Hamas, in cambio del congelamento del piano. Perché ciò accada, è necessario l’intervento degli Stati Uniti, e verrà il momento in cui sarà chiaro che Hamas non sta rispettando i suoi impegni e allora riceveremo il via libera per avanzare militarmente”. Katz ha aggiunto che attualmente “circa il 70% del territorio della Striscia è senza residenti, senza case, senza tunnel sotterranei che smantelliamo giorno e notte”.

2 settembre 2026

Netanyahu a Gaza: «Controlliamo il 60% della Striscia, no ritiro prima del disarmo»

«Controlliamo l’area e rimaniamo su questa linea. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere il nostro obiettivo: disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza, che non rappresenterà più una minaccia per Israele. Questo obiettivo è stato in gran parte raggiunto. C’è ancora del lavoro da fare, ma lo porteremo a termine». Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu visitando oggi una postazione dell’Idf a ridosso della Linea Gialla, dentro la Striscia di Gaza, insieme al Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir e altri ufficiali dell’esercito. “Da qui potete vedere tutte le nostre comunità da ogni direzione: Ashkelon, Sderot, Netivot, i kibbutz: controlliamo il territorio, non ci stiamo ritirando. Rimaniamo su questa linea da cui controlliamo il 60% della Striscia. Ieri abbiamo arrestato il capo della sicurezza interna di Hamas. Probabilmente impareremo qualcosa di nuovo da lui”, ha aggiunto Netanyahu.

2 settembre 2026

Libano: «Drone Idf contro Nabatieh, un morto e un ferito»

Una persona è morta e un’altra è rimasta ferita in seguito a un attacco condotto questa mattina da un drone israeliano contro il quartiere di Al-Ruwaiss, vicino al giardino di Al-Maasouma, nella città di Nabatieh nel Libano meridionale. Lo scrive l’agenzia libanese Nna. Un drone ha inoltre attaccato il quartiere di Al-Masala nella città di Nabatieh, prendendo di mira un appartamento. Sempre secondo la Nna ha provocato una forte esplosione nella città di Kfar Tebnit, che ha generato un boato di enorme intensità, propagatosi in tutta la regione di Nabatieh.

2 settembre 2026

Sulla Tomba di Giuseppe, il sito conteso a cui mirano i coloni

Roberto BongiorniRoberto Bongiorni

L’Ufficiale Ammar Keno, da 30 anni in servizio, è incaricato di sorvegliare l’entrata della tomba di San Giuseppe, luogo conteso, che sempre più spesso attira coloni ebrei che arrivano senza coordinarsi con l’esercito (foto di Roberto Bongiorni)

Dal nostro inviato - NABLUS (Cisgiordania)

Ammar lo sa bene: l’ultima volta non sarà l’ultima. Anzi, la prossima visita dei coloni alla Tomba di San Giuseppe — «irruzione», la chiamano i suoi colleghi — sarà questione di settimane, forse non di giorni.

2 settembre 2026

Pizzaballa in Vaticano per discutere problemi dei cristiani in Medio Oriente

Tre giorni in Vaticano con incontri ad alto livello con il Segretario di stato, il cardinale Pietro Parolin ma anche con il cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali fino a domani 3 settembre per affrontare “la situazione delle Chiese nei paesi arabi e le sfide che esse affrontano, nonché le modalità per rafforzarne la presenza, la missione e il servizio pastorale ai fedeli”. Sono quelli che sta vivendo il Consiglio dei vescovi di rito latino delle Regioni arabe guidato dal card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Nel contesto difficile della guerra iniziata dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 Ottobre, sono molte le ripercussioni negative che le chiese cristiane stanno scontando in Israele e in Medio Oriente, in particolare a Gaza e in Cisgiordania. Da ultimo gli ostacoli alla ripartenza delle scuole cristiane. Proprio ieri, più di dieci scuole cristiane a Gerusalemme non hanno potuto aprire i battenti nonostante l’inizio dell’anno scolastico, perché Israele non ha rinnovato i visti d’ingresso per oltre 70 insegnanti e membri del personale scolastico provenienti dalla Cisgiordania come denunciato in un comunicato del Segretariato Generale per le Istituzioni Educative Cristiane di Gerusalemme, diffuso dalla Custodia di Terra Santa.

2 settembre 2026

Teheran accusa Usa: «Raid brutale su festa nozze, è crimine di guerra»

L’Iran accusa gli Stati Uniti di “crimini di guerra”. “La verità di questa guerra scelta, illegale, e il vero volto del crimine di guerra, è a Sirik, dove una cerimonia nuziale è stata brutalmente bombardata come parte della lotta disperata dell’America per nascondere il suo fallimento, non nei video generati dall’intelligenza artificiale che ritraggono americani come eroi trionfanti”, ha scritto in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei dopo che ieri l’Iran ha accusato gli Usa di aver colpito con un attacco aereo una zona residenziale della città di Sirik, nel sud della Repubblica islamica, dove era in corso una festa di matrimonio.

2 settembre 2026

Elezioni Israele, Netanyahu plaude ad alleanza Smotrich-Feiglin

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con favore l’annuncio di ieri dell’alleanza fra il partito “Sionismo Religioso” del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e “Zehut” (Identità) di Moshe Feiglin alle prossime elezioni, nell’ambito dei suoi sforzi per unire i piccoli partiti di destra.

“Accolgo con soddisfazione l’importante unione tra Sionismo Religioso, guidato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, e Zehut, guidato da Moshe Feiglin. Hanno dimostrato senso di responsabilità nazionale”, ha dichiarato Netanyahu in una nota diffusa dal Likud. “Non dobbiamo sprecare nemmeno un voto della destra!”, ha aggiunto.

La decisione di allearsi è arrivata dopo le pressioni di Netanyahu volte a riunire i partiti di destra minori, per evitare la dispersione dei voti nel caso in cui uno o più di essi non riuscissero a superare la soglia di sbarramento.

Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, si è rifiutato di riunire il suo partito Otzma Yehudit con quello di Smotrich; allo stesso modo, l’ex generale dell’Idf Ofer Winter — che ha recentemente fondato il partito “Popolo d’Israele” e viene dato dai sondaggi a sei seggi — ha respinto gli appelli del premier a unire le forze.

2 settembre 2026

Libano: Save the Children, più di 7 bimbi al giorno uccisi o feriti in 6 mesi di violenze

Quasi 1.300 bambini sono stati uccisi o feriti, una media di oltre sette bambini al giorno, nei sei mesi successivi alla più ampia escalation israeliana in Libano degli ultimi decenni. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro, sottolineando che - nel momento più critico - l’offensiva ha causato lo sfollamento di oltre un milione di persone, molte delle quali non sono ancora riuscite a tornare nelle proprie case.

Nonostante il cosiddetto cessate il fuoco di giugno, si legge in un comunicato, per i bambini in Libano l’emergenza è tutt’altro che conclusa. Circa 348.800 persone sono ancora sfollate all’interno del Paese, senza sapere se e quando potranno fare ritorno alle proprie case e ricostruire il proprio futuro. Dal 2 marzo, almeno 4.348 persone sono state uccise e 12.300 ferite nei bombardamenti aerei condotti dalle forze israeliane. Tra le vittime si contano almeno 257 bambini uccisi e 1.039 feriti.

I dati includono almeno 355 persone morte nei raid aerei israeliani successivi all’annuncio del cessate il fuoco del 19 giugno, secondo i dati del ministero della Salute Pubblica. L’ultima vittima è stata un bambino morto lunedì a causa dell’esplosione di una bomba a grappolo rimasta sul terreno dopo gli attacchi israeliani nel sud del Libano. Nel Libano meridionale, epicentro della crisi degli sfollamenti, gli abitanti di circa 55 villaggi situati lungo il confine continuano a subire limitazioni nell’accesso alle proprie comunità a causa delle operazioni militari israeliane ancora in corso, prosegue il comunicato. Molte di queste persone hanno assistito alla distruzione dei loro villaggi e delle loro case. Per le famiglie rientrate nei propri villaggi, la normalità resta ancora lontana. Molte si sono ritrovate davanti a case e infrastrutture distrutte o danneggiate, mentre i bambini continuano ad avere un accesso limitato a servizi fondamentali, tra cui scuole e ospedali.

2 settembre 2026

Iran, Comando Usa: «Portata a termine ondata di attacchi»

2 settembre 2026

Iran, media: almeno 12 civili morti in ultimi attacchi Usa

Almeno 12 civili sono morti e decine di persone sono rimaste ferite nell’ultima ondata di attacchi statunitensi contro l’Iran, secondo quanto riportato oggi da Press TV. Sette persone sono morte e otto sono rimaste ferite in attacchi contro tre aree vicino alle città di Ahvaz e Aghajari, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, sul Golfo Persico. Cinque persone sono morte e 68 sono rimaste ferite durante una cerimonia nuziale nella provincia meridionale di Hormozgan, sullo Stretto di Hormuz.

Quattro militari iraniani, inoltre, sono morti nella provincia occidentale di Kermanshah, al confine con l’Iraq, mentre attacchi contro l’isola di Larak hanno causato la morte di tre miliziani, secondo quanto riportato da un canale televisivo iraniano.

2 settembre 2026

Iran: due morti in attacco petroliera saudita di lunedì

Due marinai sono rimasti uccisi in un attacco a una petroliera battente bandiera saudita che stava transitava nello Stretto di Hormuz. La petroliera Sidr è stata colpita lunedì da proiettili non identificati a circa 16,6 miglia nautiche a nord-est di Khasab, in Oman. La compagnia di navigazione nazionale dell’Arabia Saudita, Bahri, ha dichiarato che due marinai filippini sono rimasti uccisi nell’incidente. “L’azienda porge le sue più sentite condoglianze e la sua sincera vicinanza alle famiglie, ai cari e ai colleghi in questo momento difficile, e sta fornendo il suo pieno supporto alle famiglie e ai colleghi colpiti dall’incidente”, ha scritto Bahri in un post sul social X.

2 settembre 2026

Iran, portaerei Uss Lincoln attracca in Thailandia dopo 286 giorni

La portaerei USS Abraham Lincoln è attraccata in Thailandia dopo la sua estenuante missione in Medio Oriente. Con circa 5.000 militari statunitensi a bordo, la portaerei americana - scrive la Associated Press - è arrivata oggi nel porto di Laem Chabang, nella provincia di Chonburi. La Lincoln ha supportato la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. La sua missione ha registrato una durata record di 286 giorni in mare ed è stata segnata da preoccupanti segnalazioni sul deterioramento della salute mentale dell’equipaggio e di carenze di rifornimenti, tra cui cibo e prodotti per l’igien

2 settembre 2026

Pakistan, «continua lavoro per dialogo Teheran-Usa»

Continua il lavoro diplomatico del Pakistan che da mesi cerca di mediare tra Usa e Iran e che ribadisce di “impegnarsi per il dialogo” nonostante l’ultima escalation, insistendo sul memorandum che i due Paesi firmarono a metà giugno a Islamabad. “Nonostante le recenti escalation, restiamo fiduciosi e continuiamo a batterci per dialogo e diplomazia”, ha detto ai giornalisti a Islamabad il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi, come riporta l’agenzia Anadolu dopo l’incontro di lunedì a Bishkek tra il premier pakistano, Shehbaz Sharif, e il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.

2 settembre 2026

Pasdaran, 2 petroliere in fiamme dopo aver urtato mine a Hormuz

I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, affermano che due petroliere sono in fiamme dopo aver urtato mine durante il transito nello Stretto di Hormuz, fuori dalla rotta indicata dalle forze di Teheran. In un comunicato i Pasdaran sostengono le due navi avessero chiesto “all’esercito americano di transitare lungo una rotta illegale” e abbiano poi “urtato le mine”. “Sono in fiamme”, aggiungono.

2 settembre 2026

Pasdaran: due petroliere danneggiate da una mina a Hormuz

Due petroliere sono state danneggiate “poche ore fa” e fermate dopo aver urtato una mina su una rotta “illegale” a Hormuz, e ora sono in fiamme: lo hanno reso noto i Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani.

La Marina iraniana aveva precedentemente messo in guardia sui pericoli inerenti al transito su una rotta minata e ha imposto sanzioni aggiuntive alle compagnie di navigazione che, invece di seguire la rotta legale, si sono lasciate ingannare dalle “bugie” degli Stati Uniti e hanno “messo le loro navi a disposizione del nemico”.

2 settembre 2026

Ghalibaf: gli Usa massacrano i bambini, sono il Grande Satana

“Scuola di Minab: bambini massacrati. Palazzetto dello sport di Lamerd: ragazzi trucidati. Matrimonio a Kuhestak: bambini uccisi con le loro famiglie. Se una potenza agisce come Satana, sceglie obiettivi come Satana e uccide come Satana, è Satana. Proteggere un Satana minore che fa lo stesso? È il Grande Satana”: lo ha scritto il caponegoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sul suo profilo di X.

2 settembre 2026

Iran, Pasdaran: quattro combattenti uccisi in attacco aereo Usa

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato mercoledì la morte di quattro pasdaran in un attacco aereo statunitense nella parte occidentale del Paese. “Quattro combattenti delle Forze Aerospaziali dei Guardani della Rivoluzione nella provincia di Kermanshah sono stati uccisi in un attacco del regime statunitense”, si legge nel comunicato diffuso dall’agenzia di stampa iraniana Fars.

2 settembre 2026

Katz: Iran potrebbe attaccare durante festività ebraiche

“Con l’aumento della pressione statunitense sull’Iran e l’intensificarsi delle tensioni e della stretta economica sul Paese, è probabile che si verifichi un attacco (iraniano contro Israele), ma siamo preparati”: lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, intervistato da Ynet. “A loro piace attaccare durante le festività ebraiche perché sono antisemiti, e ricordano molti eventi accaduti in passato. Ma siamo preparati sia a livello difensivo che offensivo, in coordinamento con gli Stati Uniti, anche se reagiremo a un attacco contro Israele”, ha proseguito Katz. “Se attaccassero per via del Libano, della Samaria, di Gaza, o semplicemente perché ne hanno voglia, i nostri aerei sarebbero pronti a decollare”, ha concluso.

2 settembre 2026

Pasdaran, attaccate basi Usa nel Golfo, colpiti Giordania, Iraq e Bahrein

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato un attacco con missili e droni contro basi americane a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. In un comunicato ripreso dall’agenzia Irna, il corpo paramilitare ha sostenuto di aver distrutto un centro di manutenzione, magazzini e il “sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense”. Mercoledì l’Iran ha attaccato alcune basi militari statunitensi nel Golfo, dopo la conclusione di una serie di attacchi americani contro il Paese, la seconda in pochi giorni. L’Iran ha affermato di aver lanciato un’“operazione decisiva di rappresaglia”, mirata alle “basi e agli interessi statunitensi nella regione” con missili e droni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Tasnim. I Guardiani della Rivoluzione hanno anche rivendicato attacchi contro basi militari statunitensi in Giordania, Iraq e Bahrein. Il portavoce del comando militare centrale iraniano, Ebrahim Zolfaghari, ha promesso “risposte più ampie e distruttive” in caso di proseguimento degli attacchi statunitensi, rivolgendo lo stesso monito a “qualsiasi paese che collabori con l’aggressivo esercito americano”.

2 settembre 2026

Ft, «Mosca sta segretamente aiutando Teheran a sviluppare missili supersonici»

La Russia sta segretamente aiutando l’Iran a sviluppare missili da crociera supersonici avanzati. Lo riporta il Financial Times citando una sua indagine iniziata nel 2023 e continuata fino alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Il programma segreto pluriennale, che ha il nome in codice C430L, ha coinvolto alcuni dei più esperti specialisti missilistici russi per assistere l’Iran nello sviluppo di una nuova classe di armi, capace di minacciare le portaerei statunitensi e altre navi da guerra in Medio Oriente.

2 settembre 2026

Bessent, «su Iran possiamo portare avanti dialogo con Russia e Cina»

Con Russia e Cina “possiamo portare avanti il dialogo” sulle misure Usa per strangolare l’economia dell’Iran. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, nella conferenza stampa finale del G20 Finanze, aggiungendo che più contributi i due Paesi potranno dare e “meglio sarà anche per loro”.

2 settembre 2026

Iran, abbiamo colpito con missili e droni le basi Usa a Erbil in Iraq

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato oggi di aver colpito basi statunitensi con missili e droni a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riportano i media statali di Teheran. I pasdaran hanno affermato di aver “condotto un attacco coordinato con missili e droni contro basi a Erbil” che ha distrutto un centro di manutenzione, magazzini e il “sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense”, secondo una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Irna.

2 settembre 2026

Iran, 11 i morti negli attacchi Usa di ieri

L’Iran ha dichiarato oggi che gli ultimi raid Usa sul suo territorio hanno causato la morte di 11 persone, secondo quanto riportato dai media statali dopo un nuovo attacco nella provincia sudoccidentale del Khuzestan. “Il vicegovernatore provinciale ha affermato che l’attacco missilistico statunitense di ieri sera contro tre località ha provocato sette morti e otto feriti”, ha riferito l’agenzia di stampa Irna. La notizia giunge dopo che la Mezzaluna rossa iraniana ha dichiarato ieri che quattro persone tra cui un bambino sono state uccise e oltre 50 ferite in un attacco statunitense durante un matrimonio nella contea meridionale di Sirik.

2 settembre 2026

Iran, Trump: quando si solleverà il popolo iraniano?

“Non sto cercando di costringere l’Iran al tavolo delle trattative, come riportato da Abc Fake News. Non mi interessa minimamente se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore. Preferisco di gran lunga la nostra posizione attuale, con il controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e il collasso totale della loro economia. Stanno solo assistendo all’inevitabile. Quando il popolo iraniano si solleverà e combatterà?”. E’ quanto ha scritto durante la notte italiana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo profilo Truth.

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