Formazione e inclusione

Istat: il 22% dei docenti di sostegno è senza specializzazione

Sono circa 57mila docenti. Si tratta di insegnanti curricolari assegnati al sostegno per far fronte alla carenza di figure specializzate.

di Redazione Scuola

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Nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado sono quasi 377mila, circa 18mila in più rispetto all’anno precedente (+5%). Lo evidenzia l’Istat in un report sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

Aumentano alunni con disabilità

Si conferma una crescita costante degli studenti con disabilità che, negli ultimi 10 anni, ha determinato, per tutti gli ordini scolastici, quasi un raddoppio della quota sul totale degli iscritti, passata dal 2,6% al 4,8%. L’incremento può essere spiegato da diversi fattori: una maggiore attenzione nel diagnosticare e certificare la condizione di disabilità tra i giovani, un aumento della domanda di assistenza da parte delle famiglie e una crescente sensibilità del sistema di istruzione ordinaria verso il tema dell’inclusione scolastica.

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Cresce il numero degli insegnanti per il sostegno

Al tempo stesso cresce il numero di docenti di sostegno. Gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane sono oltre 261mila, di cui quasi 250mila nella scuola statale (fonte Mim) e più di 11mila nella scuola non statale. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento complessivo pari al 6%. A livello nazionale, il rapporto alunno-insegnante, che è pari a 1,4 nella scuola statale (fonte Mim) e a 1,8 nella scuola non statale, è migliore di quello previsto dalla Legge 244/2007 che raccomanda un rapporto di 2 alunni per ogni docente. Ciascun alunno con disabilità fruisce mediamente di 15,8 ore settimanali di sostegno (erano 15,3 nell’anno scolastico 2021/2022): il valore è più elevato nella scuola dell’infanzia e nella primaria (rispettivamente 21,1 e 17,2 ore), mentre diminuisce nella scuola secondaria di primo e di secondo grado (13,6 ore).

Più insegnanti specializzati (ma non basta)

Continua ad aumentare la presenza di docenti per il sostegno dotati di una formazione specifica: rispetto all’anno scolastico 2023/2024, la quota di insegnanti specializzati è salita dal 73% al 78%, consolidando una tendenza positiva già avviata a partire dall’anno scolastico 2019/2020, quando tale percentuale si attestava al 63%. Resta tuttavia una quota non trascurabile di personale privo di specializzazione: il 22%, circa 57mila docenti. Si tratta di insegnanti curricolari assegnati al sostegno per far fronte alla carenza di figure specializzate. Il fenomeno, seppure in progressiva riduzione, risulta ancora molto frequente nelle regioni del Nord, dove la quota si attesta al 32%, a fronte dell’11% nelle scuole del Mezzogiorno. Il ricorso a figure non specializzate è più diffuso nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie (rispettivamente 27% e 28%) mentre si riduce sensibilmente nelle scuole secondarie di secondo grado (10%).

Nel Nord più di un docente su quattro convocato in ritardo

All’inizio dell’anno scolastico 2024/2025, oltre il 22% dei docenti per il sostegno non risultava ancora assegnato; a distanza di un mese dall’inizio delle lezioni la quota dei posti vacanti si attestava ancora al 10%. I ritardi caratterizzano soprattutto la scuola dell’infanzia e la primaria (dove la quota dei docenti non ancora assegnati all’inizio dell’anno sale rispettivamente a 27% e 25%) e sono più frequenti nelle scuole del Nord (26%).

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