Istat: per l’Italia serve una forte spinta sul “capitale umano”, valorizzare giovani e immigrati
Rapporto annuale dell’istituto di statistica: cresce occupazione ma la produttività è stagnante
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I punti chiave
- La fotografia
- I numeri
- Si riduce anche il tasso di disoccupazione fino a raggiungere il livello medio europeo
- Tra il 2007 e il 2025, il numero di occupati con la laurea è aumentato del 70 per cento
- Non c’è ancora un cambio di passo negli indicatori della produttività
- Il confronto con la Spagna: l’economia iberica ha una forte capacità nella produttività e orientamento ai settori a tecnologia più avanzata
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L’economia mondiale – che cresce, ma in modo non omogeneo - è alle prese con la guerra in Medio Oriente e con il conseguente rialzo dei prezzi dell’energia, fattori che alimentano i rischi al ribasso per la crescita globale. E in particolare l’Italia in questo quadro soffre: lo scorso anno l’attività economica ha registrato un rallentamento rispetto al biennio precedente, con un’espansione del Pil sostenuta dalla domanda interna e dagli investimenti, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato negativo.
Nel confronto internazionale, la performance italiana si colloca al di sopra di quella della Germania, ma resta inferiore ai ritmi di crescita di Francia e Spagna. Non solo: la popolazione cala, la produttività è stagnante, anche se l’occupazione cresce.
Al paese ora più che mai serve un cambio di passo nel “capitale umano”: solo rafforzando le competenze, valorizzando i nostri giovani, gli immigrati, e aumentando il nostro capitale sociale potremo affrontare le sfide che abbiamo di fronte, sfide che richiedono politiche integrate in grado di sostenere la natalità, l’occupazione e l’accesso equo ai servizi.
La fotografia
Dal rapporto annuale dell’Istat, presentato giovedì 21 maggio presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dal presidente Francesco Maria Chelli, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, emerge un messaggio chiaro: è sulle persone, e in particolare sui giovani, che bisogna puntare. L’Italia deve orientarsi verso un modello di sviluppo basato su investimenti, innovazione e produttività.
Il tema chiave del rapporto Istat è che per assicurarsi un futuro di benessere, l’Italia deve orientarsi ancora più decisamente verso un modello di sviluppo basato su investimenti, innovazione e produttività, capace di sostenere salari più alti e migliori prospettive. Per raggiungere questo obiettivo, l’investimento in capitale umano diventa assolutamente decisivo, e si conferma l’obiettivo (segnalato dai più illustri demografi) che non può essere lasciato indietro neppure un giovane.








