Itaca, nasce a Imola la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D
Inaugurata dall’azienda di Ravenna Wasp e Olfattiva (brand italiano di profumeria botanica) non è solo una casa antisismica, 100% sostenibile e in linea con tutti i permessi di costruzione, ma anche un sito di ricerca per l’agricoltura innovativa. Tra un mese, progetto con il MIT di Boston
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I punti chiave
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Dopo Tecla, Itaca. Dopo il primo prototipo di casa in 3D del 2021, arriva la prima fattoria autosufficiente, realizzata con stampante tridimensionale. Si chiama Itaca il progetto di Wasp - azienda nata metalmeccanica nel 2012 a Ravenna da un’idea di Massimo Moretti e di un gruppo di giovani designer per progettare, produrre e commercializzare stampanti 3D Made in Italy in tutto il mondo - che, nei pressi di Imola, ha sviluppato non solo un’abitazione, ma un intero ecosistema di produzione a impatto zero.
Qualche settimana fa, infatti, Wasp e Olfattiva (brand italiano di profumeria botanica) hanno inaugurato Shamballa, un laboratorio a cielo aperto in cui architettura stampata in 3D, agricoltura officinale e rigenerazione ambientale convivono in un unico sito. Un’attività di sperimentazione che non ha goduto di round di finanziamento o di business angel ma che è stata interamente - sinora - finanziata con la vendita delle stampanti 3D di Wasp.
«Uno degli obiettivi principali alla base della costruzione di Itaca - ha spiegato Massimo Moretti, fondatore di Wasp - era non solo quello di realizzare un edificio stampato in 3D, ma che questo rispettasse gli stessi standard delle strutture tradizionali, inclusa la resistenza sismica, in conformità alle normative italiane ed europee. Considerati gli stringenti requisiti normativi dell’Italia, essendo una regione fortemente soggetta ad attività sismica, ottenere la certificazione in condizioni tanto rigorose dimostra il potenziale del modello di essere replicato nella maggior parte delle aree del mondo».
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Lo sviluppo dell’immobile
Ispirato alla geometria di un Mandala, il layout di Itaca consiste in un quadrato inscritto in un cerchio. Il design prevede quattro pareti principali situate agli angoli del quadrato, ciascun lato caratterizzato da un’apertura centrale. La superficie complessiva è di circa 165 mq, mentre ciascuna parete, con un’altezza di 380 cm, richiede circa 24 ore per essere stampata.
Le pareti sono state stampate utilizzando una miscela a base di calce priva di cemento, scelta per le sue emissioni di carbonio inferiori al cemento tradizionale, pur rispettando gli elevati standard prestazionali richiesti per una costruzione sicura e durevole. All’interno dei riempimenti delle pareti sono state inserite una serie di colonne di rinforzo per aumentare l’integrità strutturale. Per migliorare la regolazione termica e l’efficienza energetica, le pareti hanno uno spessore tra 60 e 70 cm, e i loro riempimenti sono stati colmati con lolla di riso proveniente dagli scarti della filiera agroalimentare e polvere di calce naturale. Abbinando i materiali da costruzione selezionati a materiali coibentanti naturali provenienti da scarti di filiera, l’impatto ambientale delle pareti si riduce drasticamente, fino a raggiungere un bilancio di emissioni di CO₂ negativo.
La costruzione è stata realizzata utilizzando quattro bracci robotici posizionati ai vertici di una struttura esagonale. Lavorando contemporaneamente, possono completare il guscio strutturale di una casa in appena un paio di giorni.
«Il progetto ci ha subito incuriositi ed entusiasmati - ha detto Marco Panieri, sindaco di Imola -. Abbiamo collaborato da subito per il suo alto valore etico ed innovativo. I permessi hanno seguito un iter veloce ma rigoroso. Soddisfa tutti gli standard degli edifici tradizionali, inclusa la conformità alle normative antisismiche italiane. Siamo solo all’inizio ma questo progetto vuole dare una risposta di qualità, vivibilità e sostenibilità all’abitare, di cui in questo Paese c’è molto bisogno».
Il laboratorio
Oltre alla casa (Itaca), l’area - Shamballa - funzionerà come un sito di ricerca attivo. Gli spazi esterni ospiteranno laboratori e strutture di R&S per ricercatori internazionali impegnati nella stampa 3D architettonica e nella bio-costruzione. Qui verranno testati anche sistemi complementari come giardini automatizzati, infrastrutture per la raccolta dell’acqua piovana e modelli di micro-economia circolare pensati per ridurre il consumo di risorse e gli sprechi.
«Il prossimo mese - ha aggiunto Moretti - avvieremo un progetto con il MIT di Boston per stampare in 3D una “parete” di acciaio e terra che si trasformerà in un groviglio di piante e radici, per diventare un orto vivo». Mentre Olfattiva gestirà un giardino botanico officinale di otto ettari realizzato attraverso rimboschimento e agroforestazione. Il giardino ospita oggi oltre 500 alberi da frutto di antiche varietà locali e circa 50mila piante aromatiche e officinali.
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