Italiani all’estero, con la riforma sulla cittadinanza del 2025 meno neonati italiani in Argentina e in Brasile
Il calo interessa prevalentemente l’America (-55%), e soprattutto l’area centro-meridionale del continente (-59,7%).
4' di lettura
4' di lettura
Complici le nuove e più stringenti norme sulla cittadinanza per discendenza, nel 2025 le nascite di italiani all’estero sono crollate. La battuta d’arresto è stata brusca: sono passate dalle 26mila registrate nel 2024 a 16mila, con una contrazione del 37,1 per cento. Il calo interessa prevalentemente l’America (-55%), e soprattutto l’area centro-meridionale del continente (-59,7%). E dato che i decessi, al contrario, sono rimasti sostanzialmente stabili, il saldo naturale è risultato positivo di appena 3mila unità, a fronte delle 13mila dell’anno precedente. Il risultato è un deciso rallentamento della crescita del numero di italiani residenti fuori dai confini nazionali. A segnalarlo è un report dell’Istat pubblicato il 3 settembre.
Chiedilo al Sole
Le nuove norme sulla cittadinanza
A pesare sul drastico calo delle nascite, secondo l’Istituto, è stata anche «la nuova normativa sulla cittadinanza, entrata in vigore nel 2025, che ha ristretto i casi di trasmissione automatica della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) ai figli nati all’estero».
Il decreto sulla cittadinanza è stato convertito in legge a maggio 2025 e ha introdotto limitazioni all’esercizio dello ius sanguinis. Nello specifico prevede che i discendenti di cittadini italiani, se nati all’estero, otterranno automaticamente la cittadinanza solo per due generazioni, limitando questa possibilità unicamente a chi ha almeno un genitore o un nonno nato nel nostro paese.
Il calo delle nascite è risultato particolarmente drastico in America centro-meridionale. In Brasile e in Argentina, paesi che storicamente accolgono un’ampia comunità di italiani, nel 2025 è stato registrato un crollo rispettivamente del 66,6% e del 55,8 per cento. È stata significativa anche la riduzione in Europa (-33,2%), con diminuzioni particolarmente marcate nel Regno Unito (-44,2%), in Germania (-42,7%) e in Spagna (-34,4%). Più contenuti, invece, pur restando rilevanti, i cali rilevati in Africa (-20,2%), Asia (-16,6%) e Oceania (-11,8%).
La dinamica naturale
Il numero di italiani residenti all’estero, quindi, nel 2025 è aumentato, ma a un ritmo più lento rispetto all’anno precedente: dal +4,6% registrato nel 2024 si è passati a un +2,8 per cento. I dati pubblicati dall’Istat indicano che il totale, al 31 dicembre 2025, ammonta a 6 milioni e 604mila, per un aumento di 183mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Crescono sia gli uomini, che costituiscono il 51,6% della popolazione italiana all’estero (sono 3 milioni e 406mila), sia le donne, che ammontano in totale a 3 milioni e 197mila unità.







