Denaro e lettera

Kingfisher pesante a Londra, pesa il mancato rialzo della guidance

di Giorgia Colucci

2' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I solidi risultati del primo trimestre non bastano al numero uno del bricolage britannico Kingfisher, che scivola in fondo alla Borsa di Londra e allo Stooxx 600. Nonostante il gruppo del fai da te abbia battuto le stime degli analisti nei primi tre mesi dell'esercizio, gli operatori sono preoccupati dalle «prospettive conservative» annunciate dal management e dal mancato rialzo della guidance, legato «all'aumento dei costi dei prodotti per le costruzioni e la casa».

Nel dettaglio, Kingfisher - che ha in portafoglio numerosi marchi come B&Q e Screwfix nel Regno Unito, oltre a Castorama e Brico Depot in Francia - nel primo trimestre 2025, chiuso il 30 aprile, ha registrato vendite per 3,314 miliardi di sterline, in aumento dell'1,6%. La performance è stata particolarmente positiva nel Regno Unito e in Irlanda, dove i ricavi sono saliti del 5,9%. Il gruppo di bricolage ha però visto una diminuzione del 3,2% sia in Francia che in Polonia, un andamento che secondo gli analisti di Investec ha deluso il mercato. A lasciare perplessi gli investitori, pesando sul titolo, è stata però soprattutto la conferma della guidance. Kingfisher ha infatti ribadito le sue previsioni per l'intero anno, con un utile ante imposte rettificato di 480-540 milioni di sterline (contro 528 milioni di sterline dell'esercizio precedente) e un free cash glow di di 420-480 milioni di sterline.

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I dati del primo trimestre riflettono «un contesto di consumo resistente per i prodotti del bricolage», con «tendenze di fondo positive» che potrebbero non dipendere solo «dalla domanda stagionale», commenta Citi. Tuttavia, proprio questi dati avrebbero potuto spingere a «un aumento delle aspettative, favorito anche da un confronto più agevole con l'anno precedente nel resto del periodo di riferimento». Per gli esperti di Rbc Capital Markets, l'atteggiamento conservativo di Kingfisher potrebbe essere dovuto al fatto che «il sentimento dei consumatori rimane contrastante nei suoi mercati», soprattutto alla luce della performance più debole del previsto in Polonia. Per altri trader poi, a preoccupare la società contribuisce anche la probabile entrata in vigore dei dazi Usa e la possibilità che questi frenino i consumi. L'impatto delle tariffe, secondo quanto dichiarato dal management sarà minimo, ma per gli operatori Kingfisher ha già iniziato a scontarlo «con il recente aumento dei prezzi». Da ultimo, nella seduta di oggi il rivenditore di articoli per la casa sconta anche la debolezza del settore retail, che è tra i peggiori del Vecchio Continente.

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