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L’America in piazza contro Trump, oggi 3.100 manifestazioni “No Kings”

Un messaggio che promuove la prossima manifestazione "No Kings" viene proiettato sulla facciata della National Gallery of Art, con il Campidoglio degli Stati Uniti sullo sfondo, lunedì 23 marzo 2026, a Washington. (Foto AP/Julia Demaree Nikhinson)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

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Milioni di americani sono attesi oggi in piazza negli Stati uniti per nuove proteste nazionali contro Donald Trump, tra accuse al presidente di autoritarismo e crescente rabbia anche per la guerra contro l’Iran lanciata insieme a Israele.

Si tratta della terza grande giornata di mobilitazione in meno di un anno promossa dal movimento di base “No Kings”, diventato uno dei canali più visibili dell’opposizione a Trump dall’inizio del suo secondo mandato nel gennaio 2025.

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Secondo gli organizzatori, oltre 3.000 manifestazioni sono previste in tutto il Paese, dalle grandi città alle periferie fino alle aree rurali, con l’obiettivo di superare la partecipazione delle precedenti giornate di protesta. La prima si era tenuta in giugno, in coincidenza con il 79esimo compleanno di Trump e con la parata militare da lui voluta a Washington. La seconda, in ottobre, avrebbe richiamato circa sette milioni di persone.

A spingere la nuova mobilitazione è anche la guerra con l’Iran, che ha aggiunto un nuovo motivo di contestazione nei confronti del presidente, accusato di avere trascinato il Paese più a fondo nel conflitto mentre restano incerti obiettivi e tempi della campagna militare.

Usa, la manifestazione No Kings nelle strade di Chicago: le immagini della protesta

Gli oppositori di Trump denunciano il suo ricorso sistematico ai decreti esecutivi, l’uso del Dipartimento di Giustizia contro gli avversari, il sostegno ai combustibili fossili e il rigetto delle politiche sulla diversità razziale e di genere, oltre a quello che considerano un nuovo attivismo militare dopo una campagna elettorale condotta all’insegna della pace.

Tra i punti focali della giornata c’è il Minnesota, tornato al centro dell’attenzione nazionale mesi dopo essere diventato l’epicentro del dibattito sulla stretta di Trump sull’immigrazione. A St. Paul è atteso anche Bruce Springsteen, critico di lunga data del presidente, che dovrebbe esibirsi con il brano “Streets of Minneapolis”.

“Polizia segreta mascherata che terrorizza le nostre comunità. Una guerra illegale e catastrofica che ci mette in pericolo e aumenta i nostri costi. Attacchi alla libertà di parola, ai diritti civili, alla libertà di voto. Costi che spingono le famiglie al limite. Trump vuole governarci come un tiranno”, ha affermato il movimento “No Kings”.

Secondo gli organizzatori, due terzi di coloro che intendono partecipare alle manifestazioni di oggi non vivono nelle grandi città, un dato in netto aumento rispetto alla precedente giornata di protesta.

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