L’aristocrazia del distacco
Il tenue riverbero del mondo come rappresentazione, per un ritratto imperfetto di Giuseppe Sinopoli
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Per Sinopoli il significato profondo del Ring wagneriano risiede nella rinuncia dell’oro del Reno. Chi rinuncia all’oro può vincere l’amore, ma chi stringe l’oro “rinuncia per sempre all’amore”.
Chiedilo al Sole
Questo perché il male non è l’assenza di Dio, bensì una presenza. Il Male, nelle sue declinazioni terrene, come elemento legato all’esistenza e portatore di perdita, dolore e paura. Problema non della natura, ma dell’uomo.
La metà degli anni Ottanta segna per Sinopoli il debutto a Bayreuth, luogo magico, fucina mitologica. Da qui ha inizio la devozione, mai venuta meno, del pubblico tedesco per Sinopoli. Egli diventa l’aedo - in Germania prima e nel mondo poi - del verbo wagneriano, e mai Wagner ha avuto esegeta più prismatico, più squisitamente sofisticato, più squisitamente lontano appunto dalle volgarità del potere. S’afferma, affascinantissima, un’idea nietzschiana dove il potere è il gesto estremo sì, ma quello della rinuncia. L’aristocrazia del distacco, il tenue riverbero del mondo come rappresentazione.
L’interesse di Sinopoli per Mahler invece coincide profondamente con la sua riflessione sulla forza creativa dell’Amore, ma anche, inevitabilmente, sul ruolo della sessualità come energia originaria dell’esistenza. In questa prospettiva si apre una campata di matrice schopenhaueriana che collega Goethe a Mahler, facendo dialogare letteratura, filosofia e musica in un unico grande sistema simbolico. Non è un caso che il celebre verso conclusivo del Chorus Mysticus del Faust II – «Das Ewig-Weibliche zieht uns hinan» – ritorni, quasi come una consacrazione musicale, nell’Ottava Sinfonia di Mahler.
L’Eterno Femminino
L’Eterno Femminino diviene il principio che attrae l’umanità verso una dimensione superiore dell’essere, la forza che sottrae l’uomo alla gravità della materia e lo orienta verso il trascendente.







