L’asta Etro premia l’oggetto fuori dal comune
Il Ponte aggiudica 361 lotti su 558 per un valore di oltre 950 mila euro, dalla stima tra 600-700 mila. Top lot «Nell’atelier dell’artista» del pittore lettone Janis Rozentals
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I punti chiave
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Se un’opera ha una storia da raccontare, si sa, ciò equivale a un dividendo di fascino per la sua vendita. Quando lo storytelling alle spalle illustra la vita e le eclettiche passioni di uno stilista ricercato la narrazione si fa ancora più interessante. Questi gli ingredienti che, uniti a stime contenute, hanno decretato la buona riuscita dell’asta «Gerolamo Etro: A love affair», che da Il Ponte a Milano ha totalizzato più di 950 mila euro (da una stima iniziale di 600-700 mila). L’incanto si è svolto su tre giorni, dal 22 al 24 settembre, coinvolgendo il lavoro di sette dipartimenti e ha segnato una rivalutazione media dei lotti del 117%, con un totale di 361 lotti aggiudicati su 558.
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I ritratti
La ritrattistica ha raggiunto i migliori risultati e il mercato si è orientato sui dipinti in grado di distinguersi, anche di autori non così celebri, sostenuti dalla garanzia del gusto del collezionista. Così, il ritratto del dandy indiano «Edulji Dinshaw», di John Wells del 1938 è stato venduto per 38.400 euro (stima 33-35 mila), quello di «James Stuart con uniforme rossa», della scuola inglese del XX secolo, è volato da una valutazione di 1.800-2 mila euro a un’aggiudicazione per 28.160, mentre l’effigie di «Dennis Cohen con guanti bianchi e bastone», resa con eleganza espressiva da Glyn Warren Philpot nel 1910, è passata da 13-15 mila a 23.040 euro.
Il top lot dell’asta è stato conquistato da un lavoro del pittore lettone Janis Rozentals, «Nell’atelier dell’artista», stimato 2.500-3 mila e conteso fino a 44.800 euro. Sport e passatempi dell’alta società d’inizio secolo hanno visto l’apprezzamento del «Picnic» di William Henry Margetson del 1921, a 19.840 euro (da 18-20 mila), dell’emancipata giocatrice di golf dalle unghie laccate di John Dwight Bridge del 1936, passata di mano per 19.200 (da 2.800-3 mila) e dell’elegante coppia di «All’esposizione», dipinta da un anonimo inglese di inizio XX secolo, che ha moltiplicato la stima di 3.500-4 mila per raggiungere 10.240 euro.
Non ha, invece, trovato un acquirente la «Casta Diva» di Vittorio Matteo Corcos del 1903, stimata 22-25 mila euro, mentre fra gli italiani si sono distinti Lionello Balestrieri con «Beethoven» del 1950 venduto a 25.600 euro (da appena 550-600) e Alfredo Savini con «La ninfa» dall’eco Art Nouveau, a 14.080 (da 11-12 mila).
Gli arredi
Nell’ambito degli arredi il gusto per la decorazione di epoca Art Déco ha visto brillare un raffinato paravento francese da centro decorato a motivi geometrici e firmato da Jean Dunand, balzato da 2.500-3 mila euro a una vendita per 20.480. A scatenare la gara ha contribuito l’interesse per l’oggetto eccentrico, fuori dall’ordinario, come la poltrona biposto anni ‘50 modellata a forma di grande borsetta che è “lievitata” da 900-mille euro fino a un’aggiudicazione per 21.760. Persino due banconi da negozio d’inizio XX secolo, prodotti dalla ditta londinese fornitrice dei grandi magazzini Harrods, sono stati al centro di offerte e rilanci per essere venduti a 4.864 e 6.400 euro, da una valutazione iniziale rispettivamente di 750-800 e 850-900.











