L'auto festeggia l'ok al piano Volkswagen, che vola a Francoforte
Acquisti anche su Stellantis a Piazza Affari, Renault a Parigi, Bmw e Mercedes-Benz a Francoforte
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'approvazione a sorpresa, all'unanimità, del nuovo piano di ristrutturazione di Volkswagen, che prevede il taglio di altri 50mila posti di lavoro, oltre ai 50mila già decisi in Germania a partire dal 2024, sostiene il settore auto europeo, che guadagna circa un punto a livello continentale.
A Francoforte il titolo Volkswagen reagisce all'annuncio con un balzo che trascina al rialzo l'intero comparto europeo. A Piazza Affari guadagna così Stellantis , mentre nel resto del Vecchio Continente salgono Renault a Parigi, oltre a Bmw e Mercedes-Benz Group a Francoforte.
Giovedì sera il consiglio di sorveglianza della casa tedesca ha votato compatto a favore del piano: un esito, sottolineano gli analisti di Citi, possibile unicamente grazie al sostegno dei lavoratori e della politica locale al piano del management. In un report intitolato "Congratulazioni Volkswagen. Vince il realismo", gli analisti della banca Usa si congratulano «non solo con il management di Volkswagen, ma anche con il consiglio di fabbrica e i rappresentanti del land della Bassa Sassonia».
«E' un piano coraggioso e una decisione realistica per tutte le parti coinvolte», aggiunge Citi, notando che «considerata la competitività degli stabilimenti tedeschi e la mancanza di opportunità globali sui ricavi, Volkswagen semplicemente non aveva altra scelta». I problemi, nota da parte sua Deutsche Bank, «non sono risolti dalla sera alla mattina, ma la preoccupazione principale è stata superata».
Anche per Db l'approvazione all'unanimità del piano è stata «una grande sorpresa»: «Praticamente tutti gli investitori con cui abbiamo parlato negli ultimi giorni continuavano a considerare» i problemi di Volkswagen «semplicemente "non risolvibili" e lo scetticismo sulla possibilità di un accordo era estremamente elevato», scrivono gli esperti. Il piano, rileva Citi, «consentirà a Volkswagen di tagliare i costi, ridurre il numero (e la complessità) dei modelli e di diminuire drasticamente le spese per investimenti di ulteriori 6 miliardi l'anno». La decisione permetterà alla casa tedesca «di continuare a spostare capitali verso i marchi e i modelli a maggiore redditività, senza la necessità di mantenere l'eccesso di capacità produttiva».

