L’etichetta può dire tanto di un vino, ma bisogna saperla leggere: ecco come
Estetica e design a parte, sulle etichette ci sono molte informazioni, forse troppe. Ma quali servono davvero a chi di vino sa poco o niente?
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La carta d’identità del vino è la sua etichetta. Eppure, davanti allo scaffale, molti continuano a scegliere la bottiglia come si sceglie un profilo su Tinder: “questa mi ispira”. Del resto, le etichette sono progettate anche per questo: attirare lo sguardo, sedurre, distinguersi. E bisogna ammettere che alcune riescono nell’impresa meglio di certi esseri umani.
Il problema è che, dietro la grafica elegante, i caratteri gotici o il cinghiale stilizzato che promette autenticità contadina, si nasconde una quantità di informazioni che il consumatore spesso ignora o interpreta male. Alcune sono obbligatorie per legge, altre davvero utili.
Le informazioni obbligatorie in etichetta sono:
- il nome del vino (può essere di fantasia oppure indicare la zona di produzione: Barolo, Chianti, Brunello di Montalcino ecc.)
- la denominazione (Doc, Docg, Igt, Dop, Igp o semplicemente “vino”)







