L’innovazione sociale al Sud fa distretto assieme a Yunus
Al via un accordo per la nascita di 14 imprese sociali tra Napoli, Palermo e Potenza, ispirate ai principi del Nobel per la Pace
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Sulla superficie della tavoletta di cioccolato sono incise le vie dei Quartieri Spagnoli. Una marcatura a segnare l’identità culturale del prodotto frutto del lavoro di persone con autismo e con disabilità intellettive della città partenopea. E’ una delle 14 imprese che nascono ora o lo faranno nel prossimo triennio nel neonato Distretto dell’Innovazione Sociale del Mediterraneo, il primo in Italia ispirato al modello del social business del Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus.
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Si tratta di realtà che si stanno strutturando come imprese con una completa sostenibilità economica e orientate all’impatto sulle comunità. D’altra parte nascono come espressione del tessuto sociale stesso sostenuto da Foqus (Fondazione Quartieri Spagnoli di Napoli) e di altre imprese sociali della città partenopea, di Potenza e di Palermo che hanno firmato un accordo con lo Yunus Center di Dhaka.
La visione dell’economista Yunus
«Le comunità svantaggiate non dovrebbero essere considerate solo come luoghi di bisogno o dipendenza, ma come laboratori di creatività, iniziativa e potenziale umano inespresso – ha detto l’economista bangladese intervenuto a Napoli - L’impresa sociale può contribuire a liberare questo potenziale, consentendo alle persone, soprattutto giovani, donne, immigrati e comunità vulnerabili, di diventare creatori di soluzioni, anziché destinatari passivi di assistenza».
Il modello è quello dell’impresa sociale autosostenibile, come declinata dall’economista Yunus: un’imprese capace di stare sul mercato, generare ricavi, creare occupazione e reinvestire gli utili nella propria missione sociale, senza distribuire dividendi agli investitori.
Quaglia: «Uscire dalla logica della singolarità»
In Italia il modello dell’impresa sociale è già uno dei pilastri dell’economia civile. «Noi ora con il modello del distretto vogliamo uscire dalla logica delle singolarità: vogliamo che le diverse realtà imparino collaborando tra loro e condividendo pratiche, conoscenze, relazioni in un distretto in cui il nostro prodotto è l’innovazione sociale, il cambiamento» spiega Renato Quaglia, direttore di Foqus, che metterà a disposizione l’esperienza maturata nel cuore di Napoli. Dal 2014, infatti, l’ex Istituto Montecalvario è stato trasformato in un ecosistema di scuole, imprese sociali, servizi sanitari, welfare, cultura e formazione che oggi occupa circa 660 persone e accoglie ogni giorno migliaia di bambini, famiglie, studenti e cittadini. Oltre a Foqus hanno firmato ieri l’accordo il consorzio Genera – 3Zero, Fondazione City of Peace, Per Esempio Ets.



