L’Italia digitale entra nel post-Pnrr: dopo la fibra ora necessaria la crescita
Cresce la diffusione di fibra e 5G e la connettività in scuole e ospedali, ma la vera sfida è trasformare le infrastrutture in servizi e competenze
4' di lettura
4' di lettura
Il conto alla rovescia è finito, ma il cantiere no. La missione digitale del Pnrr consegna all’Italia una fotografia fatta di chilometri di fibra, caselle spuntate, target avvicinati. E insieme ritardi, rimodulazioni, territori sacrificati, gare da rifare. Ma non può ancora archiviare la transizione digitale come una pratica chiusa. Il Pnrr lascia in eredità all’Italia una rete di infrastrutture ampliata ed evidentemente senza precedenti, ma anche una domanda ancora aperta: come trasformare miliardi investiti in fibra, 5G e servizi connessi in crescita economica, innovazione e competitività?
Uno studio dell’Istituto per la competitività (I-Com), visionato dal Sole 24 Ore, prova a fotografare il passaggio più delicato: quello dal Pnrr al dopo-Pnrr. Lo studio parte dalla Relazione sul Decennio digitale che assegna all’Italia luci e ombre. La copertura Fttp, la fibra fino alle abitazioni, ha raggiunto il 77,56%, superando la media europea del 74,13%. Il 5G copre oltre il 99% del territorio (anche se questo dato non comprende la distinzione, cruciale, fra standalone e non standalone e quindi di “vecchia generazione”). Cresce l’adozione di cloud, intelligenza artificiale e analisi dei dati da parte delle imprese.
Ma la geografia delle disuguaglianze non è sparita. Nelle aree rurali la copertura Fttp si ferma al 44,48%. Persistono carenze nelle competenze digitali di base, il numero di specialisti Ict resta insufficiente e il divario di genere continua a pesare nei settori tecnologici.
Le risorse impiegate sono state imponenti. La strategia italiana per la banda ultralarga ha mobilitato 6,646 miliardi di euro: 3,863 miliardi per Italia a 1 Giga; 2,020 miliardi per Italia 5G; 261 milioni per Scuole connesse; 501,5 milioni per Sanità connessa e 60,5 milioni per il Piano Isole minori.
Alcuni risultati sono ormai consolidati. Il Piano Isole minori è stato completato nel dicembre 2024. Scuole connesse è praticamente arrivato al traguardo, con 27.344 scuole attivate al 30 aprile 2026. Sanità connessa si è concluso a maggio, portando collegamenti fino a 10 Gbps in 12.279 strutture del servizio sanitario pubblico.


