L’obesità si ferma nei paesi ricchi e rallenta in Italia, ma 6 su 10 senza diagnosi
Lo studio pubblicato sulla rivista Nature che mette in discussione l’idea che sia in atto una pandemia di obesità, patologia che si arresta nei paesi ricchi e in Italia. Scarseggiano però le diagnosi e tra i nodi da sciogliere c’è anche la legge sulla privacy
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Se da un lato i tassi di obesità hanno subito uno stop nella maggior parte dei paesi industrializzati, dall’altro avviene l’esatto opposto nei paesi a basso e medio reddito. Italia, Francia e Portogallo registrano invece solo un lieve freno.
Ad indicarlo è una vasta analisi internazionale pubblicata sulla rivista Nature, che ha coinvolto circa 2mila ricercatori di tutto con capofila l’Imperial College di Londra. Oltre 230 milioni gli individui provenienti da 200 paesi sono stati coinvolti nello studio il cui obiettivo è quello di mettere in discussione l’idea che sia in atto una pandemia di obesità.
Un analisi che secondo il coordinatore del team di ricercatori, Majid Ezzati, suggerisce oltre al rallentamento e alla stabilizzazione del tasso di crescita dell’obesità anche una possibile inversione in molti paesi. Un quadro che il ricercatore definisce come «più ottimistico», mettendo comunque in evidenza i progressi fatti. Tuttavia, il prossimo passo per lo studio è quello di cercare le motivazioni per cui alcuni paesi stanno ottenendo risultati migliori di altri e «applicare le lezioni apprese».
Oltre 4o anni di raccolta dati: esito positivo per bambini e adolescenti
Per la ricerca sono stati presi come riferimento i dati riguardanti il Bmi (Body Mass Index) di milioni di persone dai 5 anni di età in su, raccolti in una finestra temporale che va dal 1980 al 2024. I risultati evidenziano miglioramenti nei paesi ad alto reddito. Esito positivo soprattutto nei bambini e negli adolescenti, seguiti circa un decennio dopo dagli adulti.
A rallentare per prima all’inizio degli anni 90 è stata la Danimarca, seguita a ruota dalla maggior parte degli altri paesi a partire dal 2000. Australia, Finlandia e Svezia sono le uniche eccezioni riguardanti i bambini, in quanto per questi paesi l’obesità è aumentata o ha subito persino un’accelerazione.







