Innovazione

L'Università di Bologna raddoppia il fotovoltaico: passo decisivo verso l'autosufficienza energetica

Con quattro nuovi impianti installati tra Bologna e Forlì, l'autoproduzione di energia elettrica passa dal 3% al 7% dei consumi elettrici totali dell'Ateneo, garantendo un risparmio di 850 mila euro all'anno e il taglio di 700 tonnellate all'anno di CO2 emessa in atmosfera

Cortile interno dell'Archiginnasio di Bologna. (AdobeStock)

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L'Università di Bologna accelera sulla via della sostenibilità e compie un passo decisivo verso l'autosufficienza energetica. Grazie alla messa in funzione di quattro nuovi grandi impianti fotovoltaici dislocati tra i Campus di Bologna e Forlì, l'Alma Mater raddoppia la propria capacità di produzione di energia elettrica da fonte solare, passando da 1,5 MWp (megawatt-picco) a 3,08 MWp di potenza complessiva installata.
La produzione annua attesa da fotovoltaico raddoppia a sua volta, passando da 1,69 GWh (gigawatt-ora) a 3,4 GWh, portando la quota di energia autoprodotta oltre il 7% dei consumi elettrici complessivi (rispetto al 3% del 2025).
L'operazione garantisce un risparmio economico stimato in 850 mila euro all'anno sui costi di fornitura e un abbattimento diretto di oltre 700 tonnellate annue di CO2 emessa in atmosfera.
Questo risultato permette all'Ateneo di superare in anticipo il target di 2,5 MWp fissato dal Piano Strategico per il 2027. Ma l'obiettivo è crescere ancora, con installazioni di ulteriori impianti in copertura e impianti agrivoltaici, per arrivare al 10% di autoproduzione entro la fine del 2027.

Un freno alla volatilità dei mercati energetici

Tra luglio e agosto, il prezzo dell'energia elettrica (PUN) è aumentato del 44%, mentre il prezzo del gas (PSV) è cresciuto del 40%. In questo contesto di grande incertezza e di forti aumenti dei prezzi, la scelta di investire nell'autoproduzione di energia elettrica si conferma una leva strategica fondamentale di stabilità finanziaria.
«Consideriamo l'autoproduzione di energia rinnovabile non solo un dovere ambientale, ma un elemento strutturale di tutela economica per il nostro Ateneo», dichiara il Rettore Giovanni Molari. «L'elettrificazione progressiva dei consumi e la riduzione del ricorso alle centrali termiche a gas ci impongono di trasformare i nostri tetti in infrastrutture attive, riducendo la dipendenza dalla rete e blindando l'Ateneo dai picchi speculativi dei mercati energetici».

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I nuovi impianti: il dettaglio degli interventi

L'Ateneo ha deciso quindi di adottare una strategia che prevede l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici sugli edifici di sua proprietà: un piano che sta trasformando i tetti dell'Alma Mater da elementi passivi a spazi attivi, in cui si riduce la dipendenza dalla rete elettrica e si abbattono le emissioni associate ai consumi di energia.

I finanziamenti

A Bologna, i nuovi impianti fotovoltaici – finanziati con fondi di Ateneo, del PNRR e di bandi ministeriali – sono stati installati negli edifici del Polo del Navile e del Distretto Fanin, sede del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari. Nel Campus di Forlì, invece, i pannelli solari sono sui tetti dell'edificio ex ENAV e del capannone di via Cicognani, che ospita i laboratori di Ingegneria Industriale.

Le caratteristiche dei nuovi impianti

• L'impianto fotovoltaico installato nel Polo del Navile ha una potenza di 744 kWp (kilowatt-picco), con una produzione annua di energia elettrica attesa di 0,83 GWh (gigawatt-ora), pari al 12% dei consumi elettrici annui di tutto il distretto Navile.

• Nel Distretto Fanin, il nuovo impianto fotovoltaico ha una potenza di 579 kWp e produrrà circa 0,64 GWh all'anno di energia elettrica, pari al 17% dei consumi annuali totali del Distretto.

• I due nuovi impianti al Campus di Forlì garantiranno una produzione di energia elettrica in grado di coprire il 39% dei consumi elettrici dell'edificio ex Enav e del capannone di via Cicognani.

Tutti i nuovi impianti fotovoltaici sono in grado di dialogare con i sistemi di monitoraggio e controllo remoto adottati dall'Ateneo nei singoli edifici. In questo modo è possibile osservare in tempo reale l'efficacia della strategia con cui l'Alma Mater incrementa l'autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e intervenire in modo tempestivo in caso di cali di efficienza, guasti o interruzioni di servizio.

La strategia complessiva del piano energetico

L'estensione della rete fotovoltaica si inserisce nel quadro delle azioni previste dal Piano Energetico dell'Università di Bologna, approvato a fine 2023. Grazie alle azioni e agli investimenti introdotti in questi anni, il mix energetico dell'Ateneo vede oggi il 63% dei consumi di energia primaria coperto dal vettore elettrico, il 21% dal gas e il 16% dal teleriscaldamento.

Tra le altre misure già operative figurano:

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• L'eliminazione di tutte le centrali termiche alimentate a combustibili fossili liquidi (gasolio, olio combustibile).

• L'attivazione di un sistema di gestione dell'energia (esteso anche ai consumi idrici nel 2026) che permette di controllare i consumi energetici ed idrici (nonché i costi sostenuti) per singolo edificio.

• La progressiva sostituzione dei corpi illuminanti meno efficienti (relamping) nei sistemi di illuminazione interna ed esterna delle sedi universitarie.

• La riduzione dei consumi termici legati al riscaldamento delle sedi universitarie e la revisione dei contratti di fornitura (in particolare per il teleriscaldamento).

• Il potenziamento della rete di controllo remoto degli impianti al servizio degli edifici universitari.

• L'avvio del processo di sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore elettriche nelle ristrutturazioni.

• Il potenziamento del ricorso al riscaldamento urbano per la fornitura di calore nelle sedi universitarie, al fine di ridurre progressivamente i consumi di gas, le spese per manutenzione e le emissioni nei centri cittadini.

Piano edilizio da circa 400 milioni di euro

Infine, grazie ad un Piano Edilizio da circa 400 milioni di euro, nei prossimi anni è prevista una tendenza marcata al rinnovamento degli spazi in uso e un'espansione in termini di laboratori didattici e scientifici, aule ed uffici. Per fare fronte a questa espansione, accanto all'aumento dell'autoproduzione di energia elettrica e all'elettrificazione dei consumi, si sta valutando l'attivazione di contratti di fornitura basati sulla logica del “Power Purchase Agreement” (PPA): una soluzione che permette di estendere al massimo la produzione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e mantenere sotto controllo costi ed emissioni.

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