La bellezza è un patrimonio da conservare perché crea valore
La tutela dell’arte e della natura ha ricadute positive sull’economia e sul benessere sociale e sarà motore di sviluppo quando diventerà un business
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La bellezza deve essere preservata perché fa bene, ha ricadute positive sulla vita delle persone e sul benessere sociale.
Di economia della bellezza si è parlato nell’incontro Bellezza e sostenibilità. Arca di Noè 2:0 fra arte e racconto, che si è svolto ieri nella sala Gerola del Castello del Buonconsiglio di Trento. L’Arca d Noè è il simbolo del salvataggio della bellezza nel senso più allargato, da quella dell’espressione artistica alle ricchezze della natura. Per questo motivo Nicoletta Polla Mattiot, direttore di How To Spend It, il magazine del lusso e del Made in Italy de Il Sole 24Ore, ha dialogato sul tema con chi lo affronta in ambiti diversi.
A spiegare perché è importante conservare l’immenso patrimonio di bellezza dell’Italia dell’Europa, infatti, sono intervenuti Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione archeologia arborea, Marco Nones, artista, e Susanna Sieff, Chief sustainability officer Lefay Resorts & Residences.
La ricchezza dà frutti
Isabella Dalla Ragione lavora nella conservazione di antichi frutteti, progetta restauri di giardini e si occupa della cura della biodiversità. Nello svolgimento della sua attività, per esempio, recupera la conoscenza di piante da frutto ultracentenarie da fonti dell’antichità come documenti o opere d’arte, ma anche dal riconoscimento diretto e cerca di riportarli nel ciclo del’economia agricola.
L’arte del futuro
Marco Nones, invece, è un esponente dell’arte ambientale in Val Di Fiemme. Nones crea opere che letteralmente faranno germogliare la bellezza anche nel futuro, tra le quali teche di vetro che contengono semi selezionati con attenzione.


