La Corte Suprema boccia Trump: chi nasce negli Usa è cittadino americano
Il presidente avrebbe voluto vietare il diritto di cittadinanza, lo ius soli, ai figli di immigrati irregolari
3' di lettura
3' di lettura
Luca Veronese
Chiedilo al Sole
La Corte Suprema americana ha bocciato Donald Trump sul diritto di cittadinanza per nascita, il cosiddetto ius soli. Invalidando uno dei cardini della stretta contro i migranti dell’amministrazione repubblicana. «La cittadinanza per diritto di nascita è un male per il nostro Paese», ha commentato, con rabbia, il presidente americano sui social, elogiando «la Cina che non ce l’ha», e chiedendo al Congresso di «rimediare con una legge», «per porre fine a una pratica costosa e ingiusta per il Paese».
Ieri i giudici, con una decisione a maggioranza per niente scontata, hanno confermato il diritto costituzionale ad acquisire la cittadinanza americana quando si nasce sul territorio degli Stati Uniti. Hanno così annullato l’ordine esecutivo con il quale Trump aveva negato il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati non in regola o anche non residenti in modo permanente nel Paese. La Corte ha invece chiarito che chi nasce sul territorio degli Stati Uniti è comunque un cittadino americano. Per la seconda volta in un anno la Corte ha così scelto di respingere un’iniziativa fondamentale per l’agenda di Trump e per il consenso della base elettorale della destra populista: a febbraio i giudici avevano infatti annullato i dazi globali sul commercio introdotti dall’amministrazione repubblicana.
Sulla cittadinanza, la Corte ha affermato ieri che l’ordine esecutivo emesso da Trump, poche ore dopo essere tornato alla Casa Bianca, non è compatibile con il 14° Emendamento della Costituzione, garanzia da oltre un secolo per (praticamente) chiunque nasca sul suolo statunitense. La vicenda legale ha messo alla prova il significato stesso di essere americano: l’ordine di Trump - secondo le analisi del Pew Research Center - avrebbe colpito almeno 260mila bambini che ogni anno nascono negli Stati Uniti, senza avere entrambi i genitori residenti in modo permanente nel Paese.
Il 14° Emendamento, ratificato nel 1868 all’indomani della Guerra Civile, garantisce la cittadinanza a chiunque nasca negli Usa. Una linea confermata dalla corte Suprema successivamente in una sentenza del 1898.







