La crisi colpisce il tessile italiano con cessioni e rischi di chiusure
La vendita degli asset del Gruppo Schneider a Modiano e la messa in liquidazione di Canepa confermano l’urgenza di un sostegno a un’industria di eccellenza
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Una cessione di proprietà, una chiusura che sembra imminente: sono questi i volti della crisi del tessile italiano, eccellenza che nel 2024 ha fatturato 7,1 miliardi di euro, in calo del 7,7% rispetto all’anno precedente, e che guarda con preoccupazione anche al prossimo bilancio del 2025. Proprio ieri Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda hanno presentato a Roma i punti salienti del loro Piano di Rilancio per il 2035, occasione per ricordare che l’Italia è la prima manifattura tessile europea ma che fra 2017 e 2023 ha perso oltre 4,600 aziende nella filiera tessile-moda.
Il primo caso riguarda la storica azienda G. Schneider Spa, con sede a Milano, che ha annunciato la cessione di tutte le sue attività nel settore laniero, a eccezione di quelle in Mongolia e Sud America, a G. Modiano, altra importante azienda del settore con sede a Londra. L’oggetto più prezioso dell’accordo è certamente lo stabilimento in Italia, vale a dire la pettinatura di Verrone, l’unico impianto di pettinatura in Italia in grado di lavorare non solo lane fini e superfini, ma anche cashmere, altre fibre speciali e le fasi iniziali della vicuña, la fibra animale più preziosa al mondo. Controllata da Schneider, nel 2012 entrarono nel suo capitale, con una quota del 15% ciascuna, anche altre aziende come Marzotto, Loro Piana e Ermenegildo Zegna. A Modiano, poi, sono stati venduti anche gli stabilimenti in Egitto e in Repubblica Ceca.
Il Gruppo Schneider ha una capacità produttiva di 14.500 tonnellate di lana e di oltre 600 tonnellate di fibre speciali; nel 2023 ha fatturato circa 170 milioni di euro.
G. Modiano, fondata nel 1957, ha concentrato la sua produzione a Nejdek, in Repubblica Ceca, dove si trova uno degli stabilimenti di lavaggio e pettinatura di lana più moderni ed efficienti al mondo. Giunta alla terza generazione, l’azienda fondata nel 1922 da Giovanni Schneider a Sydney, in Australia, ha puntato su lane di eccellente qualità e micronaggio e ha puntato sempre di più sulla percettibilità e la sostenibilità della sua filiera, anche attraverso la creazione del brand Authentico.
«In un’epoca in cui industria tessile e brand di moda sembravano dare meno importanza all’eccellenza delle materie prime, noi abbiamo continuato a investire in tracciabilità, sostenibilità, qualità e Made in Italy - hanno affermato Elena e Giovanni Schneider, oggi alla guida dell’azienda -. Come nostro nonno e nostro padre, abbiamo sempre ricercato l’eccellenza e crediamo di rappresentare il lusso all’inizio della filiera tessile, fungendo da anello di congiunzione tra il mondo agricolo e quello industriale. Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito allo sviluppo della nostra azienda e alla sua continua crescita ed evoluzione, credendo in noi e nei nostri valori, anche in momenti difficili. Siamo fiduciosi di aver trovato una nuova e degna casa per il Gruppo Schneider e che l’azienda continuerà a prosperare insieme a G. Modiano Ltd».








