Vino

La crisi di Zonin 1821: prima proposta per rilevare gli asset

L’azienda è in composizione negoziata. Una cordata di imprenditori propone di rilevare 5 cantine su 7 e il brand Castello del Poggio. Fuori dal perimetro l’azienda Castello d’Albola

 (Zonin)

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Alla fine della scorsa settimana è stata recapitata ai componenti del cda di Zonin 1821 e all’esperto nominato nell’ambito della procedura di composizione negoziata, una proposta di acquisto di una fetta rilevante degli asset di Zonin, uno dei principali player del vino italiano a controllo familiare.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Iniziativa di una cordata di imprenditori

L’iniziativa, che il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, è promossa dal capofila di una cordata di primari investitori e finanziatori (anche internazionali) il cui assetto non è stato reso noto, punta all’acquisizione di alcune tenute di pregio di Zonin 1821 (che ha in portafoglio 7 cantine in varie regioni d’Italia per complessivi 1.300 ettari di vigneto) e – soprattutto – di alcuni marchi commerciali, con forte posizionamento all’estero e in particolare negli Stati Uniti.

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L’offerta riguarda 5 tenute dal Friuli alla Sicilia

Secondo indiscrezioni provenienti dal mondo finanziario, la proposta d’acquisto riguarda la cantina Feudo Principi di Butera in Sicilia, la Masseria Altemura in Puglia, la tenuta Il Bosco in Oltrepò Pavese, Ca’ Bolani in Friuli-Venezia Giulia e Castello del Poggio in Piemonte. Ma soprattutto quest’ultima, Castello del Poggio è anche il marchio ombrello utilizzato da Zonin negli Stati Uniti dove è molto popolare.

Per dare un’idea, il Prosecco Castello del Poggio è il sesto Prosecco più venduto negli Usa. Si stima che la linea di etichette e marchi commerciali Castello del Poggio sia in grado di sviluppare un giro d’affari di circa 100 milioni di euro.

Resta fuori dal perimetro la cantina Castello d’Albola

Ne resta fuori la tenuta Castello d’Albola in Chianti Classico valutata circa 50 milioni e che sarà oggetto di una trattativa separata. Proprio nelle scorse settimane è stato dato mandato all’agenzia immobiliare internazionale, con sede a Londra, Knight Frank di individuare un acquirente.

Tra gli asset, invece, non compare l’azienda con una novantina di ettari di vigneto a Barboursville in Virginia negli Stati Uniti che è stata ceduta nello scorso febbraio.

Per Zonin 1821 un fatturato 2025 di 188 milioni (-10,2%)

Secondo i dati dello studio Mediobanca sul vino Zonin lo scorso anno ha registrato un fatturato di 188 milioni di euro in calo del 10,2% rispetto al 2024. Un volume d’affari realizzato per quasi l’83% all’estero ma anche sul fronte delle vendite internazionali l’azienda ha subito una battuta d’arresto (- 10,2%).

L’azienda è in regime di composizione negoziata

La notizia arriva in una fase particolarmente delicata per Zonin 1821, attualmente impegnata in un percorso di composizione negoziata della crisi presso il Tribunale di Venezia. Dagli atti della procedura emerge, infatti, come il gruppo stia affrontando una situazione di forte squilibrio economico-finanziario, dovuta alla contrazione dei consumi internazionali di vino, alle difficoltà del mercato statunitense, all’elevato indebitamento finanziario accumulato nel corso degli anni e alle tensioni sul capitale circolante.

Il Tribunale di Venezia ha ritenuto, allo stato, «non manifestamente implausibile un percorso di risanamento». Ma il tempo stringe.

Negli ambienti finanziari continuano, infatti, gli interrogativi sulla concreta capacità del gruppo di realizzare, nei tempi previsti, le operazioni di valorizzazione e dismissione degli asset considerate centrali per il riequilibrio finanziario.

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La cordata di imprenditori che è venuta allo scoperto in queste ore potrebbe rappresentare la variabile capace di ridisegnare gli equilibri della partita e imprimere una direzione diversa.

Resta da capire se, la famiglia Zonin e 21 Investimenti (socio che esprime una componente rilevante della governance del gruppo) raccoglieranno la sfida di aprire la porta a un confronto che potrebbe imprimere una svolta positiva alla storia del gruppo.

La famiglia valuta tutte le possibili opzioni

«La famiglia, i soci e il management - si legge in una nota di Zonin 1821 -confermano il pieno impegno nel valutare con attenzione tutte le possibili opzioni e i percorsi idonei a garantire il futuro della Società, come stabilito e previsto sin dall’avvio di questo percorso a fine aprile».

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