La cyber guerra russa ormai allo scoperto: attenzione a porti ed energia
Francia, Germania, Uk e Bruxelles negli ultimi mesi hanno accusato direttamente Fsb e Gru di essere collegati ad attacchi hacker a infrastrutture sensibili. Alla recente esercitazione, coordinata da Enisa, Cyber Europe 2026, hanno partecipato anche Acn e Guardia Costiera. Segno che il fronte mediterraneo va monitorato
di 24Ore NextMed
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6' di lettura
I punti chiave
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Il 13 luglio scorso l’Europa ha fatto un passo in avanti, alzando i toni contro il mondo cyber riconducibile a Mosca. L’Unione europea ha attribuito direttamente al Sedicesimo Centro dell’FSB una campagna condotta attraverso il gruppo TURLA, criminali informatici, società private e gruppi pseudo-hacker; la Francia ha indicato l’Unità 61240 come responsabile di operazioni contro interessi strategici nazionali; la Nato ha definito queste attività una minaccia alla sicurezza alleata; Londra ha messo nel mirino ufficiali del Gru, società di copertura, sviluppatori di malware e infrastrutture criminali. Non è più la storia di singoli hacker. È l’emersione di una macchina industriale capace di trasformare una password rubata, un router vulnerabile o un piccolo fornitore in accesso a ministeri, arsenali, reti energetiche, porti e campagne elettorali.
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La filiera del sabotaggio
Il modello russo funziona perché separa responsabilità e capacità. L’Fsb conduce spionaggio di lunga termine; il Gru integra operazioni cyber, intelligence militare e azioni ibride; società private reclutano tecnici e amministrano server; gruppi ransomware generano accessi, denaro e interruzioni; malware come Lumma Stealer sottraggono password, cookie di sessione e credenziali cloud; servizi di bulletproof hosting mantengono online infrastrutture resistenti alle richieste delle autorità; marchi “hacker” rivendicano attacchi e forniscono negabilità politica.
Il Regno Unito avrebbe identificato tra i vertici sanzionati del Gru Vyacheslav Stafeyev, Ivan Senin e Ivan Kasyanenko e ha ricostruito il rapporto tra la divisione cyber della Unità 29155, criminali informatici e la società utilizzata anche per reclutare hacker e specialisti nelle università e accademie russe. Londra ha inoltre collegato credenziali sottratte da Lumma ad attività di spionaggio russo e contato almeno 2.100 vittime britanniche in sei mesi. La forza di questa architettura è la convertibilità. Un’infezione criminale può diventare accesso d’intelligence; un attacco ransomware può nascondere la mappatura delle procedure di ripristino; un DDoS può distrarre i difensori mentre un’altra squadra penetra nella rete; una società sanzionata può cambiare nome, hosting e giurisdizione. Mosca non deve controllare ogni operatore ogni giorno: deve poterlo proteggere, finanziare, reclutare o utilizzare quando il suo accesso diventa strategicamente utile.
Il laboratorio dello spionaggio
La Francia ha mostrato con precisione che cosa cerca l’Fsb. Parigi ha attribuito alla Unità 61240 la compromissione, dal 2017, di caselle del ministero delle Forze armate; nel 2018 della rete diplomatica dell’ambasciata francese a Mosca; nel 2019 di un server della giustizia attraverso una vulnerabilità SharePoint; nel febbraio 2025 di un istituto impegnato in tecnologie sensibili per la Difesa, dal quale sarebbe stata esfiltrata una quantità significativa di dati. La sequenza non è casuale. La posta militare rivela persone, programmi e dottrina; le reti diplomatiche mostrano rapporti riservati e posizioni negoziali; i sistemi giudiziari contengono identità e indagini; gli istituti tecnologici espongono brevetti, fornitori e capacità industriali. La Francia è un obiettivo prioritario perché concentra deterrenza nucleare, industria aerospaziale, cantieristica navale, spazio, diplomazia e autonomia strategica.
Il moltiplicatore industriale
La Germania è il bersaglio europeo con il più alto potenziale di propagazione economica. Un attacco contro un singolo fornitore tedesco può fermare impianti in più Paesi, perché automotive, chimica, meccanica, elettronica, difesa e logistica dipendono da migliaia di Mittelstand altamente specializzate. L’agenzia BSI, Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik, ha descritto nel 2025 una situazione persistentemente critica. Il quadro ufficiale ha riportato circa 950 attacchi ransomware, con circa l’80% dei casi segnalati a carico di piccole e medie imprese. Il dato strategico è la concentrazione di conoscenze uniche in aziende che spesso non possono sostenere gli stessi investimenti di sicurezza dei grandi gruppi. Mosca potrebbe cercare disegni industriali, software, capacità produttive, componenti critici, tempi di consegna e colli di bottiglia del riarmo europeo. Le vie d’ingresso più credibili sono fornitori IT, repository di codice, manutenzione remota, account cloud e società di ingegneria. Per fermare una fabbrica non serve controllare un robot: basta cifrare pianificazione, magazzino, qualità o logistica. La Germania è anche il ponte terrestre della Nato. Ferrovie, porti, terminal merci, carburanti, dogane e trasportatori civili sostengono il movimento verso Polonia e Baltico. Un’interruzione di poche ore durante un dispiegamento avrebbe più valore militare di un blackout commerciale molto più lungo.

