La cybersicurezza frontiera della responsabilità d’impresa
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L’entusiasmo che accompagna la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese rischia di oscurare una domanda fondamentale. Chi risponde quando un algoritmo sbaglia? I reati informatici e quelli commessi mediante strumenti informatici non costituiscono una categoria residuale, ma rappresentano oggi una delle aree più dinamiche e pervasive del rischio penale d’impresa che è destinato a crescere con la recente previsione di nuovi reati per sanzionare l’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale, i casi di deep fake e l’illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale.
Chiedilo al Sole
Sono tutte questioni che stanno già assumendo un peso crescente nei consigli di amministrazione e nelle funzioni di controllo delle società.
In effetti, mentre le aziende accelerano gli investimenti in automazione e sistemi intelligenti, emerge con sempre maggiore evidenza che il vero nodo riguarda la capacità di governare le decisioni delle macchine, comprenderne le logiche e assumerne la responsabilità.
Il rischio informatico non può pertanto più essere confinato all’interno delle funzioni tecnologiche. È diventato un tema strategico che coinvolge direttamente la governance dell’impresa e la sua esposizione a responsabilità di natura economica, reputazionale e penale.
In questo scenario la cybersicurezza smette necessariamente di essere una materia riservata solo agli specialisti informatici per diventare un elemento centrale della gestione aziendale.







