La farmacia come snodo cruciale della continuità ospedale-territorio
Per il suo ruolo di interfaccia con clinici, ricercatori, management, pazienti, la farmacia ospedaliera può essere il volano di un nuovo modo di fare salute
di Andrea Zovi *
2' di lettura
I punti chiave
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Il mondo della sanità è quotidianamente sottoposto a forti vincoli economici, che per forza di cose tendono a influire sia sulle scelte degli operatori, sia sulla qualità del servizio offerto, e si trova di fronte all’improrogabile esigenza di riformulare scelte e programmi. Questa sfida, per il suo rilievo economico e il suo valore sociale, può essere affrontata solo con il supporto di strumenti adeguati, che riescano a leggere e interpretare il complesso intreccio degli attori in gioco e siano quindi in grado di ridurre il divario esistente tra desideri crescenti e disponibilità limitate per soddisfarli.
Un equilibrio complesso
L’organizzazione del Servizio, nel suo complesso, è spesso in affanno. L’equilibrio è tenuto dal senso di responsabilità di molti operatori, dal loro desiderio di accrescere le competenze anche attraverso il confronto multiprofessionale che riveste il moderno approccio terapeutico e di presa in carico. Il punto di osservazione della farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici territoriali analizza il Servizio sanitario nella sua interezza e nelle difficoltà quotidiane ponendo il farmacista come fulcro del sistema. Il farmacista come portatore di analisi e conoscenze che comprendono molti aspetti del percorso del paziente, dalla presa in carico alla continuità ospedale-territorio.
La farmacia come snodo
Viste le sue molteplici funzioni, la farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici territoriali è certamente lo snodo maggiormente significativo dell’organizzazione sanitaria: gestisce e allestisce i farmaci, fornisce consulenza farmacologica ai medici, fa informazione e promozione della salute verso i pazienti. In questi anni di forte crescita - di volume e di complessità – dei bisogni di salute, la farmacia ospedaliera può diventare un vero e proprio “kairos terapeutico”. A differenza del concetto di “chronos”, che indica il tempo lineare, kairos rappresenta il tempo qualitativo, il momento significativo che richiede capacità di scelta e tempestività.
Per il suo ruolo di interfaccia con diversi attori (clinici, ricercatori, management, pazienti), la farmacia ospedaliera può essere il volano di un nuovo modo di fare salute. Chi lavora quotidianamente nella farmacia ospedaliera ne è consapevole. Quanto? Questo è l’interrogativo a cui si vorrà rispondere con l’evento Kairos di Milano, in programma il 22 e 23 maggio prossimi. La farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici territoriali, con la sua competenza, garantisce che il farmaco giusto arrivi al paziente giusto, al momento giusto. Questo è il “Kairos terapeutico” di cui il farmacista è custode.
* Segretario SIFO Regione Lombardia







