La Fifa redistribuisce 1,2 miliardi di dollari tra nazionali e filiera dei club
Cifre record per il prize money delle nazionali (871 milioni) e il Club Benefits Programme per i club a cui appartengono i giocatori (355 milioni)
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Il Mondiale a 48 squadre non cambia soltanto il format sportivo, ma ridefinisce in profondità l’architettura economica del calcio globale. La Coppa del Mondo 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico, segna un salto dimensionale senza precedenti: la Fifa distribuirà complessivamente circa 871 milioni di dollari alle federazioni, quasi il doppio rispetto ai 440 milioni di Qatar 2022.
Chiedilo al Sole
È la certificazione di un trend ormai strutturale: il Mondiale resta la principale piattaforma di generazione e redistribuzione di ricavi del calcio internazionale. Ma il dato più interessante riguarda come questa ricchezza viene allocata.
La piramide dei premi
La struttura del montepremi 2026 combina due logiche: una “solidale” e una fortemente legata ai risultati sul campo.
Ogni nazionale qualificata incassa almeno 12,5 milioni di dollari garantiti, suddivisi tra: 10 milioni di bonus qualificazione e 2,5 milioni di contributo preparazione.
A questi si aggiungono i premi legati alla performance, distribuiti secondo una scala non cumulativa: eliminazione gironi (33°-48°): 9 milioni; sedicesimi (nuovo Round of 32): 11 milioni; ottavi: 15 milioni; quarti: 19 milioni; 4ª classificata: 27 milioni; 3ª classificata: 29 milioni; 2ª classificata: 33 milioni; Vincitrice: 50 milioni.



