La finanza per l’innovazione e l’Ai come leve per lo sviluppo
Il Governatore della Banca d’Italia mette a fuoco le strategie per abbracciare i grandi cambiamenti e rilanciare la produttività del nostro Paese
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L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana. È già entrata nei processi produttivi, nei servizi, nella ricerca, nella vita quotidiana. E avanza a una velocità che impone a imprese, istituzioni e sistema finanziario di agire con altrettanta rapidità.
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Basti pensare a due sviluppi recenti: la diffusione di nuovi modelli progettati per i cosiddetti «agenti di intelligenza artificiale», capaci di svolgere compiti complessi con un elevato grado di autonomia, anche collaborando tra loro e con le persone; e l’arrivo sul mercato di dispositivi portatili dotati di una capacità di calcolo che fino a qualche anno fa richiedeva infrastrutture specializzate.
Sono progressi che possono ampliare in modo significativo le possibilità di utilizzo dell’AI da parte delle imprese, riducendo costi, tempi e barriere all’adozione.
Nelle mie ultime Considerazioni finali ho ricordato che una diffusione ampia e tempestiva dell’Ai può contribuire in modo significativo al rilancio della produttività nel nostro paese.
È un’opportunità rilevante, soprattutto per un’economia come quella italiana, ricca di competenze industriali, specializzazioni produttive e dati generati ogni giorno dalle imprese.







