Lituania prolunga la chiusura del confine con la Bielorussia, la Ue: basta attacchi o reagiremo
Lukashenko ha risposto alla chiusura dei confini con tono sprezzante: «È una truffa folle, quella dei palloni aerostatici è una scusa assurda perfino per un piccolo paese come la Lituania»
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La Lituania chiude gli ultimi due valichi di frontiera con la Bielorussia almeno fino al prossimo 30 novembre dopo una chiusura temporanea decisa nei giorni scorsi. Il governo di Vilnius ha comunicato la misura questa mattina in risposta alle recenti violazioni del suo spazio aereo, attribuite al regime di Alexander Lukashenko.
Solamente nello scorso fine settimana, il traffico di Vilnius e Kaunas - i due principali aeroporti lituani- è stato interrotto per tre volte, provocando la cancellazione o la deviazione di 112 voli e difficoltà a oltre 16mila passeggeri: i blocchi sono stati provocati da decine di palloni aerostatici, dispositivi abitualmente impiegati dai trafficanti di sigarette bielorussi che – come abbiamo raccontato nella seconda puntata del nostro speciale – si sono trasformati in uno strumento per continue azioni di disturbo.
«I palloni aerostatici sono una forma di attacco ibrido - aveva dichiarato lunedì la premier lituana Inga Ruginiené – e inizieremo ad abbatterli».
Lukashenko ha risposto alla chiusura dei confini con tono sprezzante: «È una truffa folle, quella dei palloni aerostatici è una scusa assurda perfino per un piccolo paese come la Lituania». Lukashenko ha poi accusato Vilnius – che dal 2020 ospita i principali oppositori del regime come Svetlana Tsikhanouskaya – di aver lanciato una guerra ibrida contro la Bielorussia «per ostacolare le esportazioni cinesi» verso occidente.
Da Bruxelles arriva però la reazione dell’Unione europea: «Questi palloni non sono semplici strumenti di contrabbando, ma si verificano nel contesto di una più ampia campagna ibrida mirata, insieme ad altre azioni che includono anche il traffico di migranti sponsorizzato dallo Stato», si legge in una nota a nome dei Ventisette stilata dall’Alta Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas. «Non tollereremo alcuna campagna ibrida diretta contro l’Ue o uno qualsiasi dei suoi Stati membri. Sono state imposte sanzioni al regime bielorusso, e l’Ue è pronta ad adottare ulteriori misure appropriate qualora tali azioni dovessero continuare».







