Edilizia

La maggioranza propone (di nuovo) la riapertura del condono 2003

Nuovi emendamenti di Fi e Lega alla legge delega in materia di edilizia alla Camera tornano a proporre una nuova finestra per le sanatorie

di Flavia Landolfi e Giuseppe Latour

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Prova a rientrare in partita il condono edilizio già bocciato prima di Natale. Sul nuovo Testo unico dell’edilizia, il dossier con cui il governo punta a riscrivere regole e titoli abilitativi del mattone, una parte della maggioranza torna a premere sul tasto più divisivo. E lo fa presentando due emendamenti (e altri a cascata) nella discussione in commissione Ambiente della Camera, dove si trova il disegno di legge delega di «razionalizzazione e riordino dei regimi amministrativi edilizi e urbanistici e dei connessi titoli abilitativi», già varato dal governo, bollinato dalla Ragioneria e firmato dal Capo dello Stato. Un testo che, durante il lungo iter preparatorio, aveva visto tramontare proprio l’ipotesi di riaprire partite legate agli abusi edilizi, considerata troppo sensibile sul piano politico e giuridico.

Ma adesso la maggioranza ci riprova: tra gli emendamenti parlamentari ricompaiono norme che riaccendono la discussione sulle sanatorie. Il primo fronte è quello aperto da Forza Italia. Un emendamento firmato dai deputati Annarita Patriarca e Piergiorgio Cortelazzo propone di intervenire sulle vecchie istanze del condono del 2003, quello previsto dall’articolo 32 del decreto legge 269 del governo Berlusconi.

Loading...
Ddl edilizia: riforma attesa da anni, essenziale la condivisione

La norma punta, anzitutto, ad accelerare la definizione delle istanze collegate al condono del 2003. Prevedendo anche una sua modifica postuma: il testo porterebbe all’applicazione del condono, solo per le opere ultimate «entro il 31 marzo 2003», anche «agli immobili realizzati in aree sottoposte a vincolo di inedificabilità relativo». Bisogna ricordare, a questo proposito, che il condono del 2003 aveva applicazione estremamente limitata in area vincolata.

Viene, poi, richiamato il fatto che quel condono fu disapplicato dalla Regione Campania (decisione esaminata dalla Corte costituzionale nel 2004). Per rimediare a questa mancanza, viene prevista «la possibilità di riaprire i termini per la presentazione di nuove istanze». Una riapertura che, però, non riguarda solo la Campania ma tutto il territorio nazionale.

Un terreno scivoloso, quello del condono, che da sempre divide politica, amministrazioni locali e ambientalisti. Lo sanno bene in maggioranza, dove il tema era stato tenuto fuori dal testo originario proprio per evitare uno scontro frontale e di aprire crepe all’interno della stessa compagine di governo. Ma gli emendamenti degli azzurri non sono i soli a riproporre il tema. Nel fascicolo delle modifiche al testo c'è anche un emendamento della Lega, firmato tra gli altri da Dario Giagoni, Gianpiero Zinzi, Alessandro Benvenuto, Giulio Centenaro, Elisa Montemagni e Graziano Pizzimenti, che interviene sul nodo delle lottizzazioni abusive.

In questo caso viene prevista «la possibilità della variazione del piano territoriale con recupero urbanistico dell’area abusivamente lottizzata, qualora la lottizzazione sia antecedente alla data di entrata in vigore della legge 28 febbraio 1985, n. 47». Si tratta del primo condono edilizio, quello in assoluto più permissivo. In questo modo verrebbe, di fatto, consentita una sanatoria urbanistica delle lottizzazioni abusive dell’epoca.

Immediata la reazione delle opposizioni. Il Pd parla apertamente di “condono tombale” e di un ritorno alle sanatorie. «Forza Italia ha presentato un emendamento al decreto sull'edilizia per riaprire i termini del condono del 2003 - attaccano i deputati dem della Commissione Ambiente -. Un condono tombale che ha prodotto danni enormi al territorio nazionale, legalizzando abusi e contribuendo alla proliferazione di eco-mostri grandi e piccoli in tutta Italia. Mentre la Lega ha presentato allo stesso provvedimento un emendamento che permette di regolarizzare sotto il profilo urbanistico le lottizzazioni abusive realizzate prima del 1985, sanando intere aree nate in modo illegittimo». Per il Pd, «è una scelta gravissima e irresponsabile».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti