La matita di Rochon ridisegna il Danieli
Il celebre designer restituisce l’anima alla storia dell’iconico hotel oggi nella collezione Four Seasons
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È il salotto di Venezia che ospitò George Sand, dove Balzac scrisse lettere infuocate e Casanova — che al palazzo Dandolo, il nucleo più antico dell’hotel, era di casa — consumò le sue avventure. Il Danieli è un luogo stratificato che ha raccolto per oltre settecento anni, storie di epoche e di anime diverse racchiuse in tre edifici che si affacciano sul Canal Grande. E in queste settimane riapre in una veste nuova.
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Il celebre hotel di Venezia rinasce sotto l’insegna di Four Seasons, con la firma di Pierre-Yves Rochon, il designer francese che ne ha ridisegnato l’anima. Rochon ha già lasciato il segno a Parigi, dal Ritz al Crillon e al Four Seasons George V, come al Four Seasons di Milano. Il Danieli sarà il quarto Four Seasons in Italia, dopo Milano, Firenze e Taormina.
«Ho avuto la fortuna di lavorare su alcuni hotel che vengono definiti iconici - dice Rochon in questa intervista esclusiva -. In generale si tratta di restauri, perché questi alberghi hanno una lunga storia alle spalle. Quando mi chiedono di intervenire su un luogo con una storia importante, ciò che conta è rispettarlo. Non arrivare con la logica del “wow effect” o della moda del momento. Conta l’eredità, l’heritage. In Europa, e soprattutto in Italia, il vero valore è il savoir-faire».
Casanova, si dice, era solito sparire all’alba dai palazzi veneziani senza lasciare traccia. Rochon ha fatto il contrario: è entrato in punta di piedi e ha lasciato tutto dov’era. Rendendo l’insieme solo più luminoso.
Nato in Bretagna nel 1946, ha fondato lo studio a Parigi nel 1979 — oggi parte del gruppo americano Perkins&Will — e in oltre cinquant’anni di carriera Rochon ha firmato alcuni degli hotel più celebri del mondo, ha lavorato per i grandi brand del lusso internazionale (oltre a Four Seasons, Ritz-Carlton, Waldorf Astoria, Fairmont, St. Regis, Shangri-La) e ha disegnato i ristoranti di chef come Joël Robuchon, Alain Ducasse e Jean-Georges Vongerichten. Nel 2025 è entrato nell’Interior Design Hall of Fame.
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