Rome Fashion Days

La moda emiratina si affaccia in Europa

Il mercato UAE del luxury fashion ha raggiunto 1,3 miliardi di dollari nel 2025 e punta a 1,9 miliardi entro il 2034. Ora i brand sfilano anche in Italia. Hamad Jasem. «Per Garami Signature è un passo importante per introdurre il nostro design a un pubblico internazionale».

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La moda degli Emirati Arabi Uniti prova a entrare in una nuova fase: dopo anni di crescita sostenuta dal turismo, dalla concentrazione di high-net-worth individuals e dallo sviluppo di Dubai come hub del lusso, i designer emiratini guardano all’Europa come sbocco commerciale e vetrina internazionale. Secondo Imarc group, il mercato UAE del luxury fashion ha raggiunto 1,3 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe arrivare a 1,9 miliardi entro il 2034. A sostenere la crescita sono redditi elevati, digitalizzazione del retail, domanda di prodotti premium e presenza di consumatori internazionali. Il dato si inserisce in un contesto più ampio: gli Emirati sono indicati da Henley & Partners come una delle principali destinazioni mondiali per la migrazione di milionari. Una base di domanda che ha rafforzato boutique, mall di lusso, piattaforme online e servizi di clienteling.

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La novità è che il flusso non è più solo dall’Europa verso il Golfo. È in questo quadro che si inserisce Garami Signature, maison fondata dallo stilista Hamad Jasem, presente a Rome Fashion Days.

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«Presentare la nostra collezione a Roma è un grande onore», spiega Hamad Jasem. «Per Garami Signature è un passo importante per introdurre il nostro design a un pubblico internazionale e rappresentare la moda emiratina su una scena globale». La partecipazione a eventi come Rome Fashion Days rientra nella più ampia strategia di internazionalizzazione perseguita da Garami Signature e da un numero crescente di marchi emergenti del Golfo. Per questi brand, le piattaforme europee rappresentano soprattutto un’opportunità di posizionamento: consentono di entrare in contatto con buyer, operatori del settore e media internazionali, oltre a testare la ricezione delle proprie collezioni in nuovi mercati.

Questa dinamica si inserisce in un ecosistema in rapida evoluzione. La crescita della fashion industry emiratina è infatti sostenuta anche da iniziative di sistema. La Dubai Fashion Week, co-fondata da Dubai Design District e Arab Fashion Council, è oggi uno dei principali appuntamenti regionali del settore e punta a rafforzare il ruolo degli Emirati nel calendario globale della moda. Per molti marchi del Golfo, la sfida consiste nel trasformare il patrimonio culturale locale in un elemento distintivo sui mercati internazionali. Nel lusso contemporaneo, infatti, non conta soltanto il prodotto, ma anche la capacità di costruire un’identità riconoscibile. «I clienti oggi vogliono più di un bell’abito», osserva Jasem. «Cercano qualità, esclusività e capi che riflettano la loro personalità».

L’Europa rappresenta quindi un mercato di interesse, ma anche un banco di prova per verificare la capacità dei brand emiratini di dialogare con consumatori e operatori internazionali mantenendo al tempo stesso una propria identità stilistica. Il caso di Garami Signature riflette una trasformazione più ampia in corso negli Emirati Arabi Uniti. Il Paese non si propone più soltanto come mercato di consumo per le grandi maison europee, ma punta sempre più a sviluppare e promuovere propri marchi nel segmento del lusso. Si tratta di un percorso ancora in evoluzione, ma che segnala la crescente ambizione del settore fashion emiratino di ritagliarsi uno spazio nei circuiti internazionali.

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