Il caso

La nave scuola russa Ts Shtandart diretta verso Palermo: non potrà attraccare

Il cambio di bandiera e le anomalie nella gestione del vascello: tutto quello che non torna sulla Ts Shtandart che attualmente si trova al largo di Pantelleria, ma che non può attraccare a Palermo a causa del regime sanzionatorio stabilito dall’Unione

di Letizia Giostra

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C’è un vascello nelle acque italiane che è diventato un caso diplomatico. Si tratta della Ts Shtandart, una nave scuola battente bandiera delle Isole Cook e che attualmente si trova al largo dell’isola di Pantelleria, ma che fino a giugno 2024 batteva bandiera russa e che quindi - visto il pacchetto di sanzioni contro la Russia - non potrebbe attraccare.

La questione era già stata sollevata dieci giorni fa dal collettivo internazionale di attivisti No Shtandart in Europe che si batte per il rispetto delle sanzioni Ue alla Russia. A loro si è aggiunto il segretario di +Europa Riccardo Magi che ha chiesto al governo di bloccare l’arrivo del vascello. A rispondere al suo appello è stato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: «Ci sono delle leggi, la Guardia costiera rispetta le leggi. Non c’è niente da inventare».

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Una replica della fregata dello zar

Una nave scuola d’altri tempi e che veleggia tra gli oceani per le esercitazioni dei propri allievi. Inaugurata nel 1998, la Ts Shtandart è una ricostruzione fedele dell’omonima fregata che ha guidato la flotta dello zar Pietro il Grande nel Baltico nel XVIII secolo. Se da un lato non ci sono dubbi sulla storia dell’imbarcazione, dall’altro risultano esservi alcune anomalie sulla gestione e sulla bandiera.

I dubbi sulla proprietà e sulla bandiera

La Ts Shtandart è gestita all’80% da Vladimir Martus, comandante del vascello e amministratore della società Martus TV GmbH, anche se da quasi due anni, risulta registrata a nome di Mariia Martus, figlia di Vladimir e cittadina con doppio passaporto russo e finlandese. I conti quindi non tornano, considerando i tentativi di registrazione della figlia avvenuti nel 2024, anno in cui la nave ha inoltre cambiato bandiera, passando da quella russa a quelle delle Isole Cook.

Cosa dice il regolamento Ue

La stretta è chiara e non lascia spazio ai dubbi: il vascello non può veleggiare nelle acque italiane a causa delle stringenti regole dettate dal regolamento Ue n. 883/2014 che negano l’attracco ai porti europei per le navi russe. Il regime sanzionatorio è scattato a seguito dell’invasione della Russia in Ucraina del 24 febbraio 2022.

Nessuna nave battente bandiera russa può quindi chiedere di attraccare in Europa, anche se dovesse aver effettuato - come nel caso della Ts Shtandart - cambi di bandiera. Non si tratta di un caso isolato, in quanto già lo scorso anno diversi Stati membri dell’Unione europea, tra cui Spagna e Francia, hanno proibito al vascello di entrare nei propri porti.

Delle TS Shtandart si erano perse le tracce dal 30 settembre dell’anno scorso. L’ultimo tracciamento la segnalava tra la Spagna e l’Africa, ma da allora nessun segnale sulle rotte percorse dal vascello.

Il caso sollevato da Magi (+Europa)

Ad accendere i riflettori sul caso è stato il segretario di +Europa Riccardo Magi che, attraverso i suoi profili social, ha chiesto un intervento tempestivo da parte del governo. In un primo momento il vascello russo risultava essere diretto a Palermo. Avrebbe dovuto attraccare al porto proprio nella serata di martedì 4 maggio, per poi restare ormeggiata fino al 16. Ma su questo la Guardia costiera rassicura, annunciando che al momento non risultano richieste di scalo da parte del vascello che comunque verrebbero negate.

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