La lettera aperta

La protesta dei prof universitari: nei nuovi programmi mancano Marx e Spinoza

Sessanta docenti e intellettuali contestano la bozza con le nuove Indicazioni nazionali su cui fino al 31 maggio è in corso una consultazione online

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Non piacciono a docenti ed ex docenti universitari i nuovi programmi di filosofia nei licei: mancano autori come Marx e Spinoza, Fichte e Schelling, lamentano in una lettera aperta 60 professori e intellettuali, tra i quali Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri, i quali ritengono che l’eliminazione di questi pensatori costituisca un “disastro” per la formazione culturale e critica degli studenti e sostengono la necessità della filosofia per sviluppare il pensiero critico e la comprensione della complessità, richiedendone una presenza significativa e di qualità. La bozza è in consultazione online fino al 31 maggio. L’obiettivo è introdurre la riforma a partire dall’anno scolastico 2027/28.

Le critiche alla bozza

La lista degli autori che appare nei nuovi programmi, secondo i docenti che hanno firmato la lettera aperta, sconta «più di un debito nei confronti di quel fantasioso progetto di ’egemonia culturale’ che un governo in ritirata tenta di lasciare, a legislatura quasi conclusa, come polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni».

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La replica

La presidente della Commissione per la revisione dei programmi scolastici, la pedagogista Loredana Perla, replica ringraziando innanzitutto i firmatari dell’appello per le loro riflessioni. «Questo è infatti il momento - spiega - in cui sta avvenendo una democratica consultazione con tutte le persone interessate alla migliore formulazione delle Indicazioni Nazionali e ogni contributo verrà tenuto in considerazione». Aggiunge poi che nei giorni scorsi si è svolto un lungo incontro con tutte le associazioni che si occupano di filosofia in Italia, «nell’ambito del quale, oltre all’apprezzamento per l’impostazione delle Indicazioni, sono state avanzate utili proposte di modifica».

La consultazione preventiva

La stessa Perla precisa che in tutto il percorso di elaborazione delle Nuove Indicazioni vi è stata una costante consultazione con le Società di Filosofia appartenenti alla Consulta Nazionale di Filosofia e con la comunità filosofica italiana e fa presente che l’impostazione stessa dell’insegnamento della filosofia, secondo la proposta delle Nuove Indicazioni, consta di due percorsi complementari e integrabili: un percorso che parte dai problemi che la filosofia è in grado di affrontare, e che poi contestualizza questi problemi con precisi riferimenti a testi e autori della storia del pensiero, e un percorso che propone una ricostruzione diacronica della storia della filosofia, mettendo in evidenza le questioni di fondo che i filosofi nei secoli hanno affrontato.

«Il dibattito su chi c’è e chi manca fra i filosofi elencati rischia di essere collegato solo al secondo approccio e di fraintendere l’intero impianto delle Indicazioni», conclude Perla, la quale fa anche presente che, «sebbene non siano menzionati i nomi di tutti i filosofi della storia del pensiero (e come sarebbe possibile un elenco completo?), sono indicati i movimenti e le correnti di cui essi fanno parte» ed evidenzia infine «che quelle che vengono proposte sono, appunto, indicazioni. Fanno riferimento alla libertà e all’esperienza del docente nel costruire il percorso di studio, pur nominando autori imprescindibili, ma non ritiene di dover imporre agli insegnanti un elenco obbligatorio o una sequela di autori da trattare».

Per la senatrice Pd Cecilia d’Elia «è evidente il tentativo di incidere sulla cosiddetta ’egemonia culturale’, attraverso scelte discrezionali e discutibili da parte del ministero. Mi auguro che il ministro Valditara si voglia confrontare con i firmatari dell’appello».

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