Economia digitale

La pubblicità di YouTube e Netflix sfrutterà le emozioni grazie all’Ai

Grazie all’intelligenza artificiale, gli spot entreranno cogliendo in modo predittivo il picco di emotività del pubblico. Le nuove frontiere dell’«economia dell’intenzione»

(Alamy Stock Photo)

3' di lettura

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Immaginate di guardare un video: proprio nel momento di massimo coinvolgimento emotivo, la riproduzione si interrompe per mostrarvi la pubblicità di un prodotto perfettamente collegato al contenuto appena visto. È quello che farà YouTube con il suo nuovo strumento «Peak points», che sfrutta l’intelligenza artificiale (in particolare il modello Gemini di Google) per individuare i picchi emotivi nei video e posizionare strategicamente gli annunci pubblicitari proprio nei momenti di massima vulnerabilità dello spettatore.

Questa tecnologia identifica i momenti in cui i video registrano livelli elevati di attenzione da parte degli utenti e inserisce gli annunci pubblicitari subito dopo tali momenti. Si tratta di una nuova frontiera della pubblicità e dell’economia, che utilizza l’emotività e l’inconsapevolezza degli utenti per massimizzare i guadagni.

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Anche Netflix ci punta

Anche la piattaforma di streaming Netflix ha recentemente annunciato di star sviluppando un nuovo formato pubblicitario basato sull’intelligenza artificiale, che permetterà agli inserzionisti di associare i propri prodotti visivamente ai contenuti originali della piattaforma. Durante l’evento «Netflix Upfront 2025», Amy Reinhard, presidente della divisione pubblicitaria di Netflix, ha presentato il nuovo formato di annunci interattivi basati sull’intelligenza artificiale, che saranno inseriti sia durante la riproduzione sia quando l’utente mette in pausa il contenuto.

 Questi annunci utilizzeranno l’Aiper adattarsi al contesto visivo e tematico del contenuto, permettendo, per esempio, l’inserimento di prodotti o messaggi pubblicitari che si fondono con l’estetica di serie come Stranger Things o Bridgerton. Questo strumento rientra nell’applicazione pratica delle cosiddette «tecnologie persuasive», dove chatbot e algoritmi indirizzano la pubblicità grazie all’accesso a enormi quantità di dati psicologici e comportamentali intimi.

L’Ai elemento strategico per massimizzare i ricavi pubblicitari

Secondo il rapporto finanziario di Alphabet per il primo trimestre del 2025, YouTube ha generato 8,93 miliardi di dollari in ricavi pubblicitari, registrando un aumento del 10,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’investimento strategico annunciato da Alphabet di 75 miliardi di dollari per potenziare l’infrastruttura Ai nel 2025 è la prova tangibile di un modello di business che punta a massimizzare ogni secondo di attenzione dello spettatore.

La nuova frontiera della pubblicità: l’economia dell’intenzione

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Cambridge ha introdotto il concetto di «economia dell’intenzione». La ricerca, pubblicata sulla Harvard data science review approfondisce come l’intelligenza artificiale possa mappare e influenzare i desideri degli utenti prima ancora che ne siano consapevoli. Gli autori, Yaqub Chaudhary e Jonnie Penn del Leverhulme centre for the future of intelligence, descrivono come l’intelligenza artificiale - in particolare i modelli linguistici di grandi dimensioni - possa mappare, prevedere e persino influenzare le intenzioni degli utenti prima che questi ne siano consapevoli.

«Mettiamo in guardia dal fatto che gli strumenti di intelligenza artificiale sono già in fase di sviluppo per suscitare, dedurre, raccogliere, registrare, comprendere, prevedere e, in ultima analisi, manipolare e mercificare i piani e gli scopi umani», si legge nello studio.

Secondo i ricercatori, l’economia dell’intenzione rappresenta una nuova frontiera commerciale in cui le motivazioni e i desideri degli individui diventano una merce. Le tecnologie Ai, attraverso l’analisi di dati comportamentali e psicologici, potrebbero manipolare le scelte degli utenti in vari ambiti, dalle preferenze di consumo alle decisioni politiche.

 La pubblicità diventa «predittiva»

 Secondo il report «The Evolution of AI in Marketing 2025» il 37% dei responsabili marketing considera l’Ai la principale fonte di successo per la viralità e la diffusione dei contenuti. Con l’introduzione dell’Ai nelle proprie inserzioni pubblicitarie, Netflix e YouTube non si limitano più a personalizzare la pubblicità in base ai gusti dello spettatore: riusciranno a collocarla esattamente nel momento in cui l’attenzione è più alta e il coinvolgimento emotivo massimo. Non solo. La pubblicità, come già avveniva sui social, diventa veicolo stesso di informazione, mescolandosi al contenuto video.

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