Lo studio Mediobanca

La Sanità privata cresce del 3,7%, chi gestisce le Rsa raddoppia la crescita

La redditività è in recupero, ma con margini inferiori ai livelli prima del Covid. Al primo posto per ricavi Papiniano, holding Gruppo San Donato e San Raffaele, che precede Humanitas

BLOCCO SUD DELL'OSPEDALE NIGUARDA, SPORTELLI PRENOTAZIONI, PAGAMENTO TICKET, ACCETTAZIONE, MEDICI DI SPALLE (Silvano Del Puppo, MILANO - 2010-09-14) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate FOTOGRAMMA

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Il giro d'affari dei principali operatori privati italiani della Sanità nel 2025 dovrebbe registrare una crescita aggregata del 3,7%, con differenze tra i comparti: dalla crescita più che doppia del fatturato (+7,9%) per i gestori di strutture per anziani al +3,9% per l'assistenza ospedaliera fino al +2,8% per la diagnostica (esami e visite) e del +2,6% per la riabilitazione. È quanto emerge dal report appena pubblicato dell'area studi di Mediobanca dove si segnala anche come nel 2024 la redditività è in recupero, ma con margini ancora inferiori ai livelli prima dell'emergenza Covid non tanto per i volumi di attività quanto piuttosto per l'aumento dell'incidenza dei costi (dal lavoro all'energia ai servizi) fino al peso degli interessi passivi.

L'analisi dell'area studi di Mediobanca è dedicata ai 38 principali gruppi con fatturato individuale superiore a 100 milioni. Nel 2024 i ricavi di questi player sono stati pari a 13,4 miliardi di euro, in rialzo del 5,5% sul 2023 e del 22% sul 2019: variazioni queste che seguono il calo del 6,5% del 2020, il rimbalzo del 14,1% del 2021, il più contenuto recupero del 2022 (+2,6%) e il +6,1% nel 2023. In particolare i gestori di Rsa sono cresciuti del 25,9% sul 2019, sostenuti da un miglioramento del tasso di occupazione dei posti letto e dalle continue aperture di nuove strutture (l'Italia comunque ha la metà dei posti letto per long term care rispetto ai Paesi Ocse); seguono gli operatori della diagnostica (+22,9%), nonostante le contrazioni nel 2022-23 legate al calo di tamponi e test sierologici, e gli operatori ospedalieri (+22,8%). Chiudono i player della riabilitazione (+10,1% sul 2019). Nel 2024 al primo posto per ricavi si colloca Papiniano, holding del Gruppo San Donato e Ospedale San Raffaele (2.163 milioni) che precede Humanitas (1.260 milioni), Gvm - Gruppo Villa Maria (968 milioni), Policlinico Gemelli (946 milioni) e Kos (799 milioni).

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Più nel dettaglio scorrendo i dati economici dopo la battuta d'arresto del 2022, prosegue la crescita del margine operativo netto (+24,9% sul 2023): l'Ebit margin è così salito al 3,6% dal 3,1% del 2023, risultando però ancora lontano dal 5,4% del 2019 del periodo pre-pandemia, con i valori maggiori registrati dalla diagnostica medica (9,4%), seguita dall'assistenza agli anziani (5,1%), mentre i player dell'assistenza ospedaliera e quelli della riabilitazione segnano valori più contenuti, inferiori ai livelli del 2019, ma in miglioramento sul 2023. Tra i singoli operatori con i livelli più elevati di Ebit margin nel 2024 si segnalano Pro.Med (11,5%) e GHC (9,4%) nell'assistenza ospedaliera, Affidea (14,4%) e Synlab (11,2%) nella diagnostica, nonché La Villa (12,0%) e Sereni Orizzonti Holding (9,9%) nella cura agli anziani. Nel 2024 l'utile aggregato dei 38 operatori è tornato positivo attestandosi a 34,6 milioni, dopo i rossi contabilizzati nel 2020 e nel biennio 2022-23. Di conseguenza, il Roe aggregato è risalito in territorio positivo nel 2024 (0,6%, rispetto al -3,1% del 2023), ma ancora lontano dal 5,6% del 2019. Il Roi si fissa al 4,7%, in crescita rispetto al 3,9% del 2023 ma distante dal livello del 2019 (6,3%). I migliori operatori per ROI 2024 sono: Affidea (16,4%) nella diagnostica, Humanitas (13,2%), Pro.Med (12,9%) nell'assistenza ospedaliera e Sereni Orizzonti Holding (12,6%) e Gruppo Gheron (12,2%) nelle cure agli anziani.

Più in generale la struttura patrimoniale si conferma solida anche se in parziale peggioramento sul 2023, con debiti finanziari pari al 124,6% dei mezzi propri (119,7% nel 2023). Le posizioni più solide sono quelle dell'IEO, Istituto Don Calabria, Humanitas, Auxologico Italiano e La Conchiglia (Mantova Salus), con debiti finanziari assenti per il primo e compresi nel range 10-20% del patrimonio netto per gli altri.

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