La scomparsa degli italiani, la cifra occulta
L’Italia sta vivendo un cambiamento demografico profondo, con una popolazione giovane sempre più composta da persone di origine straniera, mentre la natalità tra gli italiani nativi continua a calare drasticamente
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Sul Sole24ore in “L’estinzione degli italiani”, novembre 2025, avevamo mostrato che la fecondità delle donne italiane “native” - depurata dal contributo straniero - è ormai vicina a 1,0 figli per donna, e una stima più rigorosa che corregga per i “nuovi italiani” porta il dato a 0,90, più basso del record mondiale negativo della Corea del Sud pre-2025 (0,72 ma su popolazione omogenea). Con 0,90 figli per donna, ogni generazione è poco più della metà della precedente: 100 nonne producono 90 figlie, queste 81 nipoti, e questi 73 pronipoti. In quattro generazioni la popolazione si dimezza due volte. In un secondo articolo “Il Crollo Demografico e la Riduzione dei Salari” (febbraio 2026) avevamo collegato questo crollo alla caduta della quota salari sul PIL, scesa al minimo storico mentre i profitti toccavano il record. Poi avevamo mostrato in “Il Crollo Demografico non è un Destino” (maggio 2026) i confronti internazionali: Danimarca, Francia e Israele come eccezioni positive, l’Asia industrializzata (Corea, Taiwan, Hong Kong, Giappone, Singapore, Cina) come prova che la bassa natalità non implica automaticamente l’apertura all’immigrazione di massa. Nell’ultimo “Corea: il boom di borsa è il ritorno della fertilità” avevamo illustrato il caso coreano in tempo reale: il TFR (indice di fecondità) risalito da 0,72 a 0,99 in diciotto mesi grazie al boom di borsa, esperimento naturale che falsifica le teorie tecnologico-deterministiche e conferma che il fattore decisivo è la sicurezza economica dei giovani in età fertile.
Ciò su cui vogliamo ora richiamare l’attenzione è che si discute di immigrazione in termini di “9% di stranieri residenti” ovvero 5,9 milioni, vedi a titolo di esempio https://www.infodata.ilsole24ore.com/2026/03/19/chi-sono-i-59-milioni-di-stranieri-che-vivono-in-italia/, ma la quota di popolazione di origine straniera presente sul territorio - distribuita asimmetricamente per età - è, come cercheremo di mostrare, intorno al 14% ed è quasi il triplo tra i giovani. Consideriamo la dimensione che finora era rimasta sullo sfondo: la struttura per età della popolazione di origine straniera oggi presente in Italia.
Questa cifra è già di per sé alta, ma ne nasconde una ancora più rilevante per il futuro del Paese, che gli istituti di statistica e i media italiani non calcolano e non pubblicano: tra i giovani sotto i 30 anni, la quota di popolazione di origine straniera si avvicina al 25-30%. È un elemento che cambia la prospettiva, perché i giovani sono coloro che produrranno i figli del prossimo ventennio e che decideranno il volto demografico dell’Italia della metà di questo secolo.
I numeri ISTAT sono pubblici e disponibili a chiunque sappia leggerli. L’età media dei cittadini italiani al 31 dicembre 2024 è di 47,8 anni. L’età media dei cittadini stranieri residenti è di 37,0 anni. Tra le due popolazioni ci sono 10,8 anni di differenza: una distanza significativa, equivalente a quasi mezza generazione. La popolazione complessiva italiana ha un’età media di 46,8 anni, una delle più alte del mondo dopo Giappone e Monaco. Ma questa media combina due popolazioni molto diverse di cui non si tiene nel dovuto conto: una italiana ormai prossima alla pensione, una straniera ancora in piena età lavorativa e riproduttiva.
Vediamo cosa significa, in termini di quota di popolazione di origine straniera per fascia d’età. ISTAT certifica che il 19% dei cittadini stranieri residenti ha meno di 18 anni; possiamo stimare un altro 25% nella fascia 18-29. Significa che circa il 44% dei 5,4 milioni di stranieri residenti - quindi 2,36 milioni di persone - ha meno di 30 anni. A questi vanno aggiunti 1,7 milioni di “nuovi italiani” (coloro che hanno acquisito la cittadinanza dal 2000 a oggi): considerando che molti di questi sono diventati italiani perché bambini di genitori naturalizzati, o perché nati in Italia da genitori stranieri e diventati italiani a 18 anni, la stima è che almeno il 50-60% di loro sia oggi sotto i 30 anni, cioè 850 mila-1 milione di persone. E infine ci sono molti giovani nei 670 mila irregolari stimati: la popolazione irregolare è notoriamente molto giovane (in larga parte 20-40 anni), e tra questi ci sono anche minori non accompagnati. Una stima conservativa colloca il 40% sotto i 30 anni, cioè altre 270 mila persone.







