La sostenibilità sociale entra nel cuore delle imprese
Secondo l’Osservatorio Sodalitas le motivazioni interne sono un driver maggiore rispetto a quelle esterne
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La motivazione ad adottare le lenti della sostenibilità sociale per guardare e agire nel mondo è sempre più al cuore alle aziende: i fattori interni come la cultura aziendale e la visione dell’imprenditore e del top management è il principale driver per il 94% delle imprese, mentre i fattori esterni (regolamentazione, aspettative degli stakeholder e pressioni del mercato) seguono con l’87% delle aziende. E’ quanto emerge seguita dalle motivazioni etiche e valoriali (78%) e dalla convinzione che l’impegno in sostenibilità sociale renda l’impresa più competitiva (74%). E’ quanto emerge dal 4° Rapporto dell’Osservatorio Sodalitas sulla Sostenibilità Sociale d’Impresa, che sarà presentato l’11 giugno 2026 a Milano.
Per chi temeva che l’insediamento a Washington del presidente Trump e l’abolizione di tutte le politiche sociali desse il via a un arretramento in tutto il mondo, il report di Fondazione Sodalitas segna una smentita: l’indagine, condotta su un campione di oltre 200 imprese impegnate sul fronte della sostenibilità e arricchita da 16 interviste qualitative, evidenzia come la sostenibilità sociale sia ormai considerata una leva di creazione di valore, capace di generare benefici concreti per le persone, per le comunità e per la performance aziendale.
Valore in crescita
Secondo il Rapporto, il 90% delle imprese considera la sostenibilità un valore di riferimento per la propria organizzazione. Ancora più significativo è il fatto che l’82% dichiari che la sostenibilità sociale abbia assunto oggi un’importanza maggiore rispetto a cinque anni fa. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata: la crescente attenzione delle imprese verso le dimensioni umane, sociali e relazionali dello sviluppo sostenibile.
I dipendenti sono prioritari
I dipendenti rappresentano il principale stakeholder delle strategie di sostenibilità sociale, indicati come prioritari dal 93% delle aziende. Salute e sicurezza, formazione, sviluppo delle competenze, conciliazione vita-lavoro, welfare e inclusione risultano gli ambiti di maggiore investimento.
Particolarmente rilevante il dato relativo alla percezione del valore economico generato da queste politiche: il 93% delle imprese considerano le iniziative sociali rivolte ai dipendenti un investimento e non un costo; il 75% ritiene che producano anche un ritorno economico diretto. Analogamente, il 71% riconosce benefici economici derivanti dall’impegno verso clienti e consumatori.


