La Svizzera riapre alle corse in circuito dopo settant’anni
La decisione del Consiglio federale rende applicabile dal 1° luglio 2026 l’abrogazione del divieto introdotto dopo il disastro di Le Mans del 1955. Le autorizzazioni passeranno ai Cantoni: nessun via libera automatico, ma un cambio di paradigma per un Paese già centrale nell’ecosistema internazionale del motorsport.
di Alex D’Agosta
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Dal 1° luglio 2026 le competizioni automobilistiche su circuito torneranno possibili in Svizzera. Il Consiglio federale lo ha stabilito nella seduta del 6 maggio 2026, facendo entrare in vigore la modifica della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) che abroga il divieto delle gare automobilistiche su circuito.
In parallelo, la modifica dell’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC) adegua le disposizioni applicative, definendo le condizioni a cui i Cantoni dovranno attenersi nel rilascio delle autorizzazioni. È una svolta storica, ma non una liberalizzazione senza condizioni. I Cantoni saranno competenti per il rilascio dei permessi e dovranno verificare, caso per caso, il rispetto delle norme di sicurezza e dei requisiti federali di protezione ambientale.
Il divieto che veniva da Le Mans
L’origine del divieto risale all’11 giugno 1955, quando alla 24 Ore di Le Mans una vettura uscì di pista dopo una collisione e proiettò rottami verso le tribune. Morirono più di ottanta persone. Fu la più grave catastrofe nella storia del motorsport. Nei mesi successivi diversi Paesi europei sospesero o limitarono le gare su circuito. La Svizzera scelse la linea più rigida: il divieto entrò stabilmente nell’ordinamento e, salvo la deroga introdotta per le competizioni elettriche, è rimasto il riferimento normativo per circa settant’anni.
Il risultato fu un’anomalia tutta elvetica. Le gare di velocità su pista chiusa erano vietate, ma il motorsport non scomparve. I piloti svizzeri continuarono a correre all’estero; il Paese, intanto, consolidò un ruolo industriale e tecnologico di primo piano. Da Hinwil, sede della Sauber (oggi Audi, con Hulkemberg e Bortoleto come piloti titolari), alla rete di fornitori specializzati nella meccanica di precisione, il know-how è rimasto. E non sono mancati piloti di primo piano: su tutti Sebastien Buemi (con doppio passaporto grazie al nonno nato in Sicilia): 29 punti con la Toro Rosso in Formula 1, campione della Formula E nel 2016, quattro volte vincitore alla 24h di Le Mans. A mancare, finora, era la possibilità di ospitare le competizioni.
Nessun Far West motoristico
La nuova disciplina è prudente. Non crea un diritto automatico a organizzare eventi e non elimina i passaggi autorizzativi. Ogni gara dovrà essere valutata dalle autorità cantonali, anche alla luce dell’impatto acustico, ambientale e di sicurezza.








