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La svolta elettrica del Tpl passa per i nuovi bandi

 (Imagoeconomica)

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Il rinnovamento delle flotte di autobus del trasporto pubblico locale e il loro adeguamento a standard ambientali più elevati è un passaggio inevitabile, destinato ad accelerare nei prossimi anni. In questa direzione la conversione delle flotte dall’alimentazione endotermica a quella elettrica ricopre un ruolo fondamentale che, tuttavia, appare ancora frenato da valutazioni che non considerano ‘in toto’ i vantaggi connessi con la scelta di autobus elettrici. Già oggi, infatti, analizzando il TCO (Total Cost of Ownership) su un orizzonte temporale di sei anni (quindi inferiore a quello che è la durata media della concessione 9 anni), esiste un vantaggio dell’elettrico rispetto al motore tradizionale, che in virtù dei minori costi di esercizio dei veicoli a batteria può aumentare ulteriormente con il passare del tempo. Il fattore economico non esaurisce, tuttavia, l’insieme dei vantaggi associati con la svolta elettrica del TPL. Si consideri, ad esempio, la riduzione dell’inquinamento acustico e il miglioramento della qualità dell’aria connesso con l’utilizzo dei motori elettrici.

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Dall’insieme di queste valutazioni si potrebbero trarre delle indicazioni da inserire nei futuri bandi per l’acquisto degli autobus destinati al TPL in modo da premiare l’acquisto dei mezzi elettrici. Secondo una analisi di Motus -E si potrebbe pensare ad una premialità distribuita in cinque diversi gradienti.

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• In primo luogo si potrebbe inserire una premialità per “emissioni zero allo scarico”. Ovvero invece di limitarsi a chiedere il rispetto della norma Euro VI-E, il bando dovrebbe assegnare un punteggio più elevato per i veicoli in grado di garantire le emissioni zero allo scarico;

• Ugualmente i bandi potrebbero introdurre un principio di efficienza energetica per km percorso considerando che i motori endotermici sono intrinsecamente inefficienti nell’utilizzo dell’energia rispetto a quelli elettrici;

• Si potrebbe considerare, inoltre, una adeguata valorizzazione dell’abbattimento della rumorosità dal momento che l’inquinamento acustico è un problema concreto legato agli autobus endotermici, percepito specialmente nei centri urbani;

• Una premialità potrebbe riguardare anche la riduzione del particolato emesso da usura. Un autobus endotermico, ogni volta che frena, emette, oltre ai gas di scarico, anche polveri sottili (PM10 e PM2.5) dovute all’attrito tra pastiglie e dischi freno; i bus elettrici, grazie alla frenata rigenerativa, possono rallentare limitando al minimo l’utilizzo dei freni meccanici;

• Infine come richiesto dalla Clean Vehicles Directive (UE 2009/33/CE) sarebbe necessario integrare i costi operativi reali nel bando in modo da considerare il vero costo nel Ciclo di Vita del veicolo (LCC - Life Cycle Costing)

Allo stesso tempo una ulteriore spinta per il passaggio all’elettrico del Tpl potrebbe arrivare dal versante fiscale con un’estensione del regime tariffario agevolato già previsto per l’elettrificazione dei porti alle infrastrutture di ricarica degli e-bus, esentando l’energia prelevata dagli oneri generali di sistema (ASOS e ARIM, pari a 0,049 euro/kWh): il beneficio sarebbe equivalente al rimborso accise oggi riconosciuto sul gasolio. Secondo l’analisi dell’associazione, la misura costerebbe allo Stato tra i 7 e i 23 milioni di euro l’anno nel periodo 2027–2035, per poi azzerarsi con la progressiva riduzione degli oneri di sistema, diversamente da quanto avverrebbe continuando a rimborsare le accise sul gasolio dei nuovi autobus Euro 6.

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