La trasmissione del microbioma è un fattore di rischio di malattia?
Oltre alla trasmissione madre-neonato alla nascita, un'altra fonte decisiva dei microbi che contribuiscono alla salute sono le persone con le quali si vive a stretto contatto. Si apre la prospettiva di capire come si ricevano le specie microbiche associate al rischio di malattie cardiovascolari, diabete, cancro e altre patologie
di Francesca Cerati
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3' di lettura
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I microbi della salute, quelli che compongono l’esercito invisibile del microbioma che popola il nostro organismo e lo protegge, si acquisiscono anche grazie alle interazioni sociali, ai rapporti con partner, parenti e amici. È la conclusione di uno studio internazionale coordinato dal dipartimento Cibio dell’Università di Trento, pubblicato su Nature.
Che il microbioma sia un grande alleato della salute è stato dimostrato in varie ricerche, svolge infatti funzioni fondamentali, come garantire le difese immunitarie e le capacità digestive. Sono ancora scarse, però, le conoscenze su come avvenga l'acquisizione e trasmissione dei batteri e degli altri microbi che compongono il microbioma.
A dipanare la questione ha provato il gruppo di ricerca di Nicola Segata, professore del dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata Cibio dell'Università di Trento e dell'Istituto Europeo di Oncologia, che ha coordinato uno studio internazionale sulle vie di accesso al corpo umano dei batteri della salute.
Diciotto le istituzioni e i centri di ricerca coinvolti a livello mondiale. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature. Si tratta dello studio più imponente compiuto finora sulla trasmissione del microbioma. Autrici e autori, infatti, hanno analizzato più di 9mila campioni di feci e di saliva da persone in 20 paesi di tutti i continenti che sono state incluse nel progetto che aveva lo scopo di individuare come i batteri nei microbiomi si trasmettono tra generazioni (trasmissione verticale) e tra persone che vivono a stretto contatto, come partner, figli, o amici (trasmissione orizzontale).
La ricerca ha confermato e definito in modo più accurato che la prima trasmissione del microbioma intestinale avviene alla nascita ed è duraturo, tanto che il bagaglio di batteri del microbioma sano ereditati dalla mamma è riconoscibile anche fino agli 80 anni di età.








