Concorrena

La Ue estende i dazi antidumping sul legno a Kazakhstan e Turchia

Un’inchiesta della Commissione ha accertato l’import di betulla russa attraverso questi due Paesi. Azzi (Fla): «Primo passo nella direzione giusta»

EPA/KIMMO BRANDT

4' di lettura

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Un primo passo che segna una direzione chiara e – nonostante il rallentamento dlele attività dovuto alle elezioni europee – dovrebbe presto vedere ulteriori evoluzioni. La Commissione europea ha infatti di recente esteso il dazio antidumping sull’importazione di legno compensato di betulla dalla Russia, anche a Kazakhstan e Turchia, dopo otto mesi di indagini che hanno evidenziato l’origine russa dei compensati stessi o del legno usato da quattro fornitori kazaki e turchi per produrre i semilavorati da vendere poi in Europa e da 31 aziende di nove Paesi membri (Polonia, Germania, Romania, Bulgaria, Lettonia, Ungheria, Lituania, paesi bassi e Grecia) che hanno importato più di 43 milioni di euro di compensato da questi produttori.

Soddisfazione delle imprese

Una decisione accolta con grande favore da parte non solo dei produttori europei di compensato di betulla, colpiti direttamente dall’aggiramento delle normative antidumping imposte nel 2021 dalla Ue nei confronti della Russia, ma anche dell’interno sistema legno europeo, spiega Nicoletta Azzi, consigliere di Assopannelli di FederlegnoArredo, una delle associazioni europee del settore, riunite in EPF, che assieme al Consorzio Woodstock hanno denunciato possibili attività elusive (si veda anche Il Sole 24 Ore del 31 dicembre 2022), dando il via all’indagine della Commissione.

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«In seguito alla pandemia di Covid-19 e all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il differenziale di costo tra i compensati di betulla europei e quelli russi è diventato enorme e questo ha influenzato anche il prezzo dei compensati realizzati con altri tipi di legno, ad esempio il pioppo o le latifoglie, perciò il danno ha interessato moltissime aziende».

I dettagli dell’inchiesta

Secondo Earthsight (associazione non profit di investigazione su crimini sociali e ambientali che ha supportato la Commissione in questa indagine) le 31 aziende europee coinvolte avrebbero importato – solo negli ultimi tre mesi dello scorso anno – oltre 10mila metri cubi di compensato, per un valore di circa 43 milioni di euro. L’indagine della UE ha accertato che il compensato, i tronchi e l’impiallacciatura di betulla russi hanno cominciato ad arrivare in Kazakhstan, per la prima volta, soltanto nel 2022. Tra luglio 2022 e giugno 2023, le importazioni di compensato russo da parte di questo Paese sono aumentate di sette volte e quelle di tronchi e impiallacciatura di quattro volte. Una dinamica analoga ha interessato le importazioni di compensato di betulla dalla Russia da parte della Turchia, che sono triplicate tra il 2021 e il 2022, e quelle di impiallacciatura, che sono aumentate di oltre 10 volte tra il 2019 e il giugno 2023.

La Commissione ha inoltre precisato che il volume delle importazioni da Kazakhstan e Turchia, da parte della UE, nel 2022 e nel 2023 ha superato la produzione di questi prodotti in entrambi i Paesi. Da qui il sospetto che tali prodotti non potessero avere tutti un’origine kazaka o turca. La conferma è arrivata da numerose e-mail e offerte di prezzo che hanno dimostrato il passaggio di legname russo attraverso i due Paesi sospettati.

L’estensione dei dazi (stabiliti nel 2021 fino al 15,8%) ha valore anche retroattivo, perciò le aziende coinvolte dovranno versare la tariffa non solo con effetto immediato, ma anche per il periodo che va da ottobre 2023 all’entrata in vigore del nuovo regolamento antidumping, per un valore complessivo, pagato dagli importatori, stimato attorno ai 10 milioni di euro.

Le prossime mosse della Ue

«L’avvio dell’indagine da parte della Commissione lo scorso agosto e ora la decisione di estendere i dazi antidumping anche a Kazakhstan e Turchia dimostra che l’Unione europea ha intrapreso una direzione ben precisa, che noi imprenditori speriamo sarà confermata anche dalla nuova Commissione – commenta Nicoletta Azzi -. È stato fatto un ottimo lavoro, su sollecitazione del mondo produttivo, ma siamo solo all’inizio. Restano altri da passi da compiere, perché l’elusione dei dazi implica anche la violazione di altre normative europee».

Il riferimento è in particolare alle sanzioni imposte da Bruxelles alla Russia dop l’invasione dell’Ucraina, che comprendevano anche il divieto di importazione (a partire da luglio 2022) di compensati di betulla. Al momento, l’indagine europea non sarebbe riuscita a provare tale aggiramento in modo inequivocabile, ma ulteriori verifiche sono in corso. Inoltre, e qui siamo nel campo della frode, c’è il tema dell’Eutr, il regolamento europeo sul legname (ora confluito nell’Eudr, sull deforestazione), che prevede l’accertamento e la certificazione, da parte degli importatori, dell’origine del legname e dei semilavorati in legno, per ridurre al minimo l’ingresso in Europa di legname illegale.

«Ci sono altri uffici della Commissione, come l’Olaf, l’ufficio antifrode, che sono al lavoro – spiega Azzi -. Su iniziativa di Epf, ad esempio, la Commissione ha iniziato a indagare anche su altri Paesi su cui ci sono fondati sospetti di dumping o di aggiramento delle norme Ue, tra cui la Cina, in particolare per quanto riguarda le importazioni di parquet. Noi chiediamo solo che la battaglia con i nostri competitor sia ad armi pari: le regole che valgono per noi, e che spesso comportano difficoltà burocratiche e costi amministrativi importanti per le aziende, valgano anche per loro». È il caso dell’Eudr: «È una norma complessa, ma speriamo che sia almeno un’opportunità per evitare frodi di questo genere».

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