La Ue estende i dazi antidumping sul legno a Kazakhstan e Turchia
Un’inchiesta della Commissione ha accertato l’import di betulla russa attraverso questi due Paesi. Azzi (Fla): «Primo passo nella direzione giusta»
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Un primo passo che segna una direzione chiara e – nonostante il rallentamento dlele attività dovuto alle elezioni europee – dovrebbe presto vedere ulteriori evoluzioni. La Commissione europea ha infatti di recente esteso il dazio antidumping sull’importazione di legno compensato di betulla dalla Russia, anche a Kazakhstan e Turchia, dopo otto mesi di indagini che hanno evidenziato l’origine russa dei compensati stessi o del legno usato da quattro fornitori kazaki e turchi per produrre i semilavorati da vendere poi in Europa e da 31 aziende di nove Paesi membri (Polonia, Germania, Romania, Bulgaria, Lettonia, Ungheria, Lituania, paesi bassi e Grecia) che hanno importato più di 43 milioni di euro di compensato da questi produttori.
Soddisfazione delle imprese
Una decisione accolta con grande favore da parte non solo dei produttori europei di compensato di betulla, colpiti direttamente dall’aggiramento delle normative antidumping imposte nel 2021 dalla Ue nei confronti della Russia, ma anche dell’interno sistema legno europeo, spiega Nicoletta Azzi, consigliere di Assopannelli di FederlegnoArredo, una delle associazioni europee del settore, riunite in EPF, che assieme al Consorzio Woodstock hanno denunciato possibili attività elusive (si veda anche Il Sole 24 Ore del 31 dicembre 2022), dando il via all’indagine della Commissione.
«In seguito alla pandemia di Covid-19 e all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il differenziale di costo tra i compensati di betulla europei e quelli russi è diventato enorme e questo ha influenzato anche il prezzo dei compensati realizzati con altri tipi di legno, ad esempio il pioppo o le latifoglie, perciò il danno ha interessato moltissime aziende».
I dettagli dell’inchiesta
Secondo Earthsight (associazione non profit di investigazione su crimini sociali e ambientali che ha supportato la Commissione in questa indagine) le 31 aziende europee coinvolte avrebbero importato – solo negli ultimi tre mesi dello scorso anno – oltre 10mila metri cubi di compensato, per un valore di circa 43 milioni di euro. L’indagine della UE ha accertato che il compensato, i tronchi e l’impiallacciatura di betulla russi hanno cominciato ad arrivare in Kazakhstan, per la prima volta, soltanto nel 2022. Tra luglio 2022 e giugno 2023, le importazioni di compensato russo da parte di questo Paese sono aumentate di sette volte e quelle di tronchi e impiallacciatura di quattro volte. Una dinamica analoga ha interessato le importazioni di compensato di betulla dalla Russia da parte della Turchia, che sono triplicate tra il 2021 e il 2022, e quelle di impiallacciatura, che sono aumentate di oltre 10 volte tra il 2019 e il giugno 2023.
La Commissione ha inoltre precisato che il volume delle importazioni da Kazakhstan e Turchia, da parte della UE, nel 2022 e nel 2023 ha superato la produzione di questi prodotti in entrambi i Paesi. Da qui il sospetto che tali prodotti non potessero avere tutti un’origine kazaka o turca. La conferma è arrivata da numerose e-mail e offerte di prezzo che hanno dimostrato il passaggio di legname russo attraverso i due Paesi sospettati.







