La vigilanza a scuola deve essere effettiva
Per i giudici non basta la presenza in aula, ma serve il controllo concreto su ciò che accade
1' di lettura
I punti chiave
1' di lettura
La Corte di Cassazione (sentenza 33020/2026) ha chiarito che le educatrici hanno il dovere di vigilare sui bambini a loro affidati e non possono limitarsi a essere presenti nella struttura: il controllo deve essere concreto ed effettivo, soprattutto quando i minori si trovano in situazioni nelle quali possono verificarsi comportamenti pericolosi.
Chiedilo al Sole
I fatti
La vicenda riguarda due educatrici di un nido-ludoteca. Durante una festa organizzata nella palestra della struttura, una bambina veniva colpita ripetutamente da un altro bambino e riportava un trauma al volto, con una prognosi di sette giorni.
La decisione
Secondo la Cassazione, le educatrici erano tenute a sorvegliare i minori affidati alle loro cure. Non potevano quindi delegare questo compito ad altre operatrici e dovevano mantenere un controllo adeguato anche durante una festa o un momento di socializzazione. Nel caso esaminato, però, non era stato chiarito con precisione se le stesse si fossero realmente allontanate dal gruppo, per quanto tempo e a quale distanza dai bambini.
Per la Corte, dunque, non è sufficiente affermare, in termini generici, che le insegnanti non abbiano vigilato. Bisogna ricostruire concretamente che cosa sia accaduto nei momenti immediatamente precedenti all’aggressione. È vero che la semplice presenza fisica dell’educatrice non coincide automaticamente con una vigilanza adeguata, ma nemmeno ogni incidente tra bambini può essere ricondotto a una carenza di controllo. Vanno valutate le circostanze concrete: età e numero dei minori, luogo, attività in corso e ciò che si poteva prevedere e prevenire.
Brand connect
Newsletter Scuola+
La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative
Abbonati







