Lavoro, più liti su pubblico impiego e licenziamenti
Continuano a crescere le nuove cause iscritte nei tribunali: nel 2025 sono state 317.274, in salita del 4,2% sul 2019
di Valentina Maglione e Valentina Melis
4' di lettura
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Sono le cause legate al pubblico impiego e ai licenziamenti a guidare l’aumento del contenzioso di lavoro nei tribunali italiani. I nuovi procedimenti avviati nel 2025 sono stati 317.274, confermando un trend di crescita che prosegue dal 2021 e che è in controtendenza rispetto all’andamento generale delle nuove cause in materia civile, che rispetto al 2019 sono calate di quasi il 9 per cento.
Lo rivelano le elaborazioni del Sole 24 Ore del Lunedì sui dati del ministero della Giustizia relativi all’anno scorso, appena pubblicati.
I numeri
I fascicoli sul lavoro pubblico arrivati ai giudici di primo grado sono stati l’anno scorso quasi 81.500: avevano sfiorato quota 20mila nel 2019, quindi sono più che quadruplicati.
I nuovi contenziosi legati al lavoro privato sono stati 60.462, in aumento del 2% su base annua. In questo campo, sta aumentando dal 2021 il numero delle liti sui licenziamenti. Quelle avviate nel 2025 sono state 10.505, in crescita dell’11,5% su base annua, ma del 47,8% rispetto al 2019, quindi rispetto all’epoca pre-Covid.
Nella mole delle nuove cause hanno un ruolo centrale anche l’assistenza e la previdenza, con 75mila procedimenti sopravvenuti nei tribunali: c’è però un calo del 5,2% rispetto al 2024 e del 18,4% rispetto al 2019. Hanno un peso consistente anche i procedimenti speciali, che sono oltre 100mila. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le ingiunzioni per ottenere il pagamento di crediti retributivi e contributivi.







