Lazio, in arrivo investimenti per 120 milioni in innovazione energetica e sostenibilità
La Regione ha presentato al Parlamento europeo il Cleantech Hub: i fondi saranno destinati a ricerca, startup e transizione energetica. La vicepresidente Angelilli: «l’obiettivo è cogliere tutte le opportunità europee per rafforzare la competitività del territorio»
3' di lettura
3' di lettura
Il Lazio punta su innovazione e sostenibilità: sono in arrivo investimenti per oltre 120 milioni di euro destinati a ricerca, startup e transizione energetica nell’ambito del nuovo Cleantech Hub. L’obiettivo è rendere la regione un centro di rilevanza internazionale per attrarre imprese e capitale umano. «Vogliamo costruire un ecosistema sempre più competitivo, in cui imprese, ricerca e istituzioni lavorino insieme per rendere la transizione energetica un motore di sviluppo» spiega la vicepresidente Roberta Angelilli.
Chiedilo al Sole
La strategia della Regione
Il progetto è stato presentato il 2 luglio al Parlamento europeo di Bruxelles in un tavolo di lavoro coordinato da Francesco Marcolini, presidente di Lazio innova, società che sostiene imprese e pubblica amministrazione nella valorizzazione delle eccellenze regionali. Per l’occasione si sono riunite istituzioni, grandi player industriali, centri di ricerca, investitori, imprese innovative e startup selezionate della Regione Lazio. Hanno partecipato anche Enea, DG Energy e la Banca europea degli investimenti oltre a colossi del settore come Eni, Enel, Terna
«La Regione Lazio - prosegue Angelilli - crede fortemente nella crescita di una filiera dell’innovazione e punta a consolidare il proprio ruolo come leader della transizione energetica, capace di attrarre risorse, investimenti e talenti».
Innovazione
Il fulcro del progetto è la realizzazione di due hub, uno a Civitavecchia e l’altro nell’area Ostiense di Roma. Il primo sarà finalizzato alla transizione energetica mentre il secondo costituirà un vero e proprio polo dell’innovazione dedicato alla sostenibilità ad alto valore tecnologico con tavoli internazionali di Open Innovation nei settori della produzione di energia verde, dei sistemi di accumulo e dell’intelligenza artificiale applicata all’energia. L’apertura dei centri è prevista a partire da settembre 2026.
Sempre a settembre usciranno “Filiere Tecnologiche” e “Step-Fri”, bandi pubblici che metteranno a disposizione delle imprese fondi Fesr per 85 milioni di euro. Il Fondo europeo di sviluppo regionale - istituito nell’ambito della politica di coesione Ue per contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell’Unione - prevede infatti uno specifico asse dedicato alle tecnologie green.







