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Lazio, via libera alla nuova legge sulle Strade del vino e dell’olio

Con l’obiettivo di valorizzare il territorio regionale, promuovendo in modo integrato le eccellenze vitivinicole e olivicole, il patrimonio culturale e ambientale e l’offerta turistica delle aree rurali. Ma anche per superare un quadro normativo frammentato, introducendo strumenti più snelli e moderni

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Ha tagliato il traguardo la nuova legge sulle strade del vino e dell’olio del Lazio. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge di iniziativa della giunta regionale nata con l’obiettivo di rafforzare la valorizzazione del territorio regionale, promuovendo in modo integrato le eccellenze vitivinicole e olivicole, il patrimonio culturale e ambientale e l’offerta turistica delle aree rurali. Ma anche con lo scopo di superare un quadro normativo frammentato, introducendo strumenti più snelli e moderni.

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«Si tratta della rivisitazione e dell’ammodernamento di una legge già presente nel nostro ordinamento che viene oggi aggiornata rispetto alle esigenze del territorio e che ha trovato un’ampia condivisione da parte di tutte le Strade del Vino esistenti», ha detto l’assessore al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio Giancarlo Righini.

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«Attraverso le modifiche introdotte – ha spiegato Righini – sarà possibile ridare piena attuazione a un provvedimento che, al momento della sua approvazione, aveva prodotto risultati molto positivi e che nel tempo ha progressivamente perso la propria spinta propulsiva. L’obiettivo è renderlo nuovamente uno strumento utile al governo del territorio, capace di valorizzare le filiere agroalimentari e le opportunità legate al turismo esperienziale, offrendo nuove prospettive di crescita e sviluppo rispetto a un tema che consideriamo strategico per il Lazio».

La proposta promuove e disciplina la realizzazione delle Strade del Vino e dell’Olio Extravergine di Oliva, intese come percorsi territoriali organizzati che attraversano aree caratterizzate da produzioni a denominazione di origine o indicazione geografica, integrandole con beni culturali, paesaggistici e ambientali. L’obiettivo è costruire un’offerta turistica coordinata, riconoscibile e di elevata qualità, capace di generare sviluppo economico locale e valorizzazione delle identità territoriali. Nel dettaglio, la legge prevede: l’istituzione di nuove Strade nei territori non ancora coperti; l’integrazione e l’adeguamento delle Strade esistenti, mantenendone l’unitarietà e ampliando itinerari e prodotti valorizzati; il rispetto di standard minimi di qualità, in linea con la normativa nazionale.

Secondo l’assessore Righini, «la nuova legge consentirà inoltre di sviluppare tutte le potenzialità di valorizzazione dei prodotti della filiera agroalimentare regionale e in questo percorso lavoreremo in stretta collaborazione con l’assessore al Turismo, Elena Palazzo, per gli aspetti legati alla promozione turistica. L’obiettivo è realizzare una grande iniziativa regionale che coinvolga più assessorati, assicurando una piena e concreta attuazione della legge».

La legge potrà contare su un importante sostegno finanziario, pari a 500mila euro per l’anno 2026 e 750mila euro per il 2027, risorse destinate a promuovere le Strade del vino e dell’olio attraverso segnaletica, comunicazione, partecipazione a fiere e valorizzazione delle produzioni autoctone.

Elemento centrale della riforma è la semplificazione dell’assetto organizzativo, attraverso: il Comitato promotore, responsabile della proposta e del disciplinare della Strada; il Comitato di gestione, organismo senza scopo di lucro che cura la realizzazione, la promozione e il funzionamento della Strada; l’Elenco regionale delle Strade, con funzioni conoscitive, promozionali e di monitoraggio; il Tavolo regionale delle Strade del Vino e dell’Olio, luogo di confronto e coordinamento tra Regione, Strade e ARSIAL.

La legge valorizza un’ampia partecipazione territoriale: imprese enoturistiche e oleoturistiche, imprenditori agricoli, consorzi di tutela, organizzazioni professionali agricole, Camere di commercio e imprese della trasformazione agroalimentare, con particolare attenzione alle produzioni certificate, biologiche, tradizionali e legate alle aree protette.

Per sostenere concretamente le Strade, la proposta introduce contributi regionali destinati a: segnaletica e immagine coordinata; comunicazione e promozione digitale; partecipazione a fiere e manifestazioni; valorizzazione delle produzioni vitivinicole e olivicole autoctone.

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