Salone di Pechino 2026: le case auto cinesi hanno fatto il salto di qualità
Il settore automobilistico cinese si trasforma, puntando su veicoli definiti dal software e ampliando la presenza in Europa con nuovi modelli e assemblaggi locali.
di Mario Cianflone (Pechino, Cina)
3' di lettura
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Dal salone di Shanghai del 2025 a quello, appena concluso, di Pechino è passato un anno esatto, ma in termini automobilistici sembra un’era geologica.
E non tanto per le dimensioni colossali della kermesse (55 costruttori e oltre cento debutti mondiali) ma quanto per lo show di tecnologie, idee innovative e attenzione alla conquista di nuovi mercati.
Insomma, le case cinesi ad Auto China 2026 hanno dimostrato di fare ulteriormente sul serio evidenziano un forte divario tra la loro, effervescente, industria automotive con vetture di qualità, design, caratteristiche, dotazione di accessori e prezzi competitivi e quella occidentale.
E qui gli incumbent di passaporto tedesco, ex dominatori del mercato cinese, il più importante del mondo, si esibivano stand molto meno affollati e vetture che sembrano meno evolute, spesso mescolate ad auto storiche per richiamare un heritage dall’ormai dubbio valore.
Da sottolineare, come ha evidenziato AlixPartners, che al Salone dell’Auto di Pechino 2026 è andato in scena l’avvio del consolidamento e della inevitabile selezione della specie tra le decine e decine di costruttori.
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