Analisi

Salone di Pechino 2026: le case auto cinesi hanno fatto il salto di qualità

Il settore automobilistico cinese si trasforma, puntando su veicoli definiti dal software e ampliando la presenza in Europa con nuovi modelli e assemblaggi locali.

di Mario Cianflone (Pechino, Cina)

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Dal salone di Shanghai del 2025 a quello, appena concluso, di Pechino è passato un anno esatto, ma in termini automobilistici sembra un’era geologica.

E non tanto per le dimensioni colossali della kermesse (55 costruttori e oltre cento debutti mondiali) ma quanto per lo show di tecnologie, idee innovative e attenzione alla conquista di nuovi mercati.

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Insomma, le case cinesi ad Auto China 2026 hanno dimostrato di fare ulteriormente sul serio evidenziano un forte divario tra la loro, effervescente, industria automotive con vetture di qualità, design, caratteristiche, dotazione di accessori e prezzi competitivi e quella occidentale.

E qui gli incumbent di passaporto tedesco, ex dominatori del mercato cinese, il più importante del mondo, si esibivano stand molto meno affollati e vetture che sembrano meno evolute, spesso mescolate ad auto storiche per richiamare un heritage dall’ormai dubbio valore.

Salone di Pechino, il nostro viaggio tra gli stand di Auto China 2026

Da sottolineare, come ha evidenziato AlixPartners, che al Salone dell’Auto di Pechino 2026 è andato in scena l’avvio del consolidamento e della inevitabile selezione della specie tra le decine e decine di costruttori.

Le case in grado di produrre più 400mila veicoli sono raddoppiate (da 4 a 8), ma restano player con volumi troppo bassi per essere sostenibili.

«L’automotive cinese - afferma Dario Duse, responsabile automotive e capo della società di consulenza in Italia - non cresce più in volumi e si trasforma: in rapida sequenza sviluppa, matura e commoditizza la tecnologia per lo più offerta come aumento di contenuto a fronte di prezzi in diminuzione».

Osservando i nuovi modelli in vetrina a Pechino, si nota quanto sia aumentata la distanza tra i costruttori occidentali e quelli cinesi che concepiscono il prodotto auto partendo da una piattaforma software aggiornabile e adattabile, da far “girare” su un hardware, il “veicolo”.

E qui la parola d’ordine è Sdv - Software defined vehicle, approccio tecnologico sul quale i big cinesi investono più del 50% del budget ricerca e sviluppo.

Secondo AlixPartners la quasi totalità delle case cinesi (80%) utilizza virtualizzazione e gemelli digitali contro il 50% degli europei. Inoltre, il 40% opera in proprio e ha disaccoppiato lo sviluppo software da quello dell’hardware e riescono così a progettare automobili in modo efficiente, veloce e a bassi costi.

Per i costruttori cinesi in sovraccapacità produttiva è imperativo sfondare sui mercati europei e qui c’è una delle grandi novità del salone: Great Wall Motor (Gwm) torna in Europa e lo fa con una strategia di prodotti e di branding studiata per sfidare Byd e Chery. oltre che le case tradizionali.

Il brand principale generalista è ora solo Gwm , sparisce il sub-brand Haval come marchio autonomo, e punta sul mercato dei modelli di volume, in particolare con la Ora 5 full hybrid, termica o elettrica e con il suv ibridi di taglia media Gwm H7 e il crossover Jolion Max.

L’area premium è invece presidiata con Wey (dal nome del fondatore del gruppo) e con Tank, letteralmente carro armato, che offre una gamma di fuoristrada di lusso come il modello 300 e il nuovo 700 che vuole competere con mostri sacri come Mercedes Classe G.

La roadmap per l’Europa prevede, spiega Parker Shi, presidente di Gwm International, l’arrivo di Ora 5 a giugno, seguito in autunno da H7 e Jolion Max. A fine anno, invece, potrebbe essere lanciato il fuoristrada ibrido premium Tank 300.

La strategia è più ampia e punta all’assemblaggio locale: «Vogliamo - spiega Mu Feng, ceo del colosso di Baoding - costruire automobili in Europa e abbiamo scelto la Romania in aggiunta alla struttura in Bulgaria».

Dalla Cina all’Europa: Stellantis ha rafforzato i legami con Leapmotor confermando che a Saragozza sarà prodotto un modello Opel con tecnologia EV del brand cinese.

Leapmotor a Pechino ha svelato il suv A10 (in Europa B03X) che sfida Byd Atto 2 e Kia EV2.

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