Personaggi

Le mille trasformazioni di Hussein Chalayan

Il designer racconta la sua vita, le sue ispirazioni e i suoi progetti al Global Design Forum di Istanbul: «Per fortuna oggi la moda è di moda»

di Nicol Degli Innocenti

Hussein Chalayan in dialogo con Caroline Roux al Global Design Forum İstanbul (Courtesy of People Places Ideas & Global Design Forum - Photo Ahmet Akif Emre)

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ISTANBUL - Sempre sperimentale, innovativo, irrequieto e imprevedibile: Hussein Chalayan ha scelto il Global Design Forum di Istanbul per fare un bilancio della sua straordinaria carriera di stilista, artista concettuale, scultore, regista, fotografo, docente e inventore.

«Istanbul è la mia città preferita al mondo e il turco è per me la lingua delle emozioni», ha detto Chalayan, spiegando la sua presenza al primo festival del design nella città turca, organizzato dal London Design Festival in collaborazione con People Places Ideas e con la direzione artistica di Melek Zeynep Bulut.

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Nato e cresciuto nella Cipro turca, Chalayan ha studiato Fashion a Central Saint Martins e la sua collezione di laurea nel 1993 è stata acquistata da Browns, mitico negozio specializzato nel fiutare i talenti. Già l’anno dopo ha fondato la sua label ed è stato nominato British Designer dell’anno nel 1999 e nel 2000.

«Fin dai primi giorni di università mi sono considerato un artista e non uno studente di moda - ha spiegato -. Già la mia prima collezione era sperimentale: ho seppellito gli abiti per qualche settimana per farli entrare nella terra e nella natura».

Da bambino a Cipro era spesso solo e si annoiava, ha raccontato, ma «la noia è stata l’ispirazione a creare un mio mondo e disegnare in continuazione, lasciando libera la mia immaginazione».

Il suo Paese di origine, conteso tra Turchia e Grecia, gli ha anche trasmesso un senso di spaesamento e impermanenza che ha poi influenzato le sue creazioni. «All’epoca a Cipro la mia gente aveva sempre la valigia fatta, doveva sempre essere pronta a scappare, come adesso la gente a Gaza o in Libano», ha ricordato. Ecco quindi la sua collezione “transformer” del 2000, dove le seggiole diventano valigie, i coprisedie diventano vestiti e il tavolino si trasforma in gonna.

Gli abiti transformer sono poi diventati un leit-motif delle collezioni di Chalayan, che ha anticipato l’automazione con i vestiti che cambiano forma da soli e ha disegnato abiti che si sciolgono sotto la pioggia rivelando un altro vestito sottostante.

Dal video con Tilda Swinton presentato al Padiglione turco alla Biennale di Venezia del 2005 alla mostra alla Royal Academy di Londra, dai costumi e scenografie realizzate per la danza contemporanea a Sadler’s Wells alle installazioni per il museo di Shanghai, Chalayan ha sempre cercato e trovato nuove forme di espressione. Le sue creazioni fanno parte della collezione permanente del Victoria & Albert Museum, del Metropolitan Museum of Art e del Musée des Arts Décoratifs.

«Quello che mi dà maggiore soddisfazione è la sfida, cerco sempre progetti difficili e anche costosi da realizzare - ha ammesso -. Ho avuto la fortuna di trovare committenti disposti a lasciarmi sperimentare, ma adesso nel clima attuale è tutto più difficile».

Negli ultimi anni Chalayan ha smesso di fare collezioni stagionali e fa solo collaborazioni con brand scelte per la loro capacità di innovare, sia nel lusso come la francese Vionnet o nella sportswear come la coreana Kolon. E’ stato creative director di Puma per cinque anni, riuscendo ad abbinare sperimentazione (come gli accessori parte integrante degli abiti), sostenibilità e successo commerciale.

Ha anche cominciato ad insegnare, convinto dall’amica Zaha Hadid, la “starchitect”, e da dodici anni insegna Fashion a HTW, l’Università delle Scienze Applicate di Berlino. Un’esperienza del tutto positiva: «Non ci avrei mai pensato se non fosse stato per Zaha – ha raccontato -. Insegnare non è solo dare ma soprattutto ricevere. Io vengo da un mondo analogico e ho vissuto la transizione al digitale minuto per minuto, mentre i giovani lo capiscono in un modo molto diverso».

La prossima collaborazione di Chalayan è top secret: la collezione uscirà in ottobre ma fino ad allora non è consentito parlarne. E’ solo uno dei tanti progetti in corso per il poliedrico designer. «Direi che la curiosità è il mio talento principale, in realtà uso il mio lavoro come scusa per continuare ad imparare – ha detto –. Ho un interesse sconfinato per tutte le mille sfaccettature della vita. La mia fortuna è che la moda è di moda ora. Fashion is fashionable».

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