Giustizia

Le nuove competenze dei giudici di pace slitteranno a giugno 2026

Il ministero ha deciso il rinvio per le gravi scoperture negli organici

di Giovanni Negri

2' di lettura

2' di lettura

Slitteranno a giugno 2026 le nuove competenze dei giudici di pace. Al ministero della Giustizia si è preso atto della gravità della situazione, in termini di scoperture nell’organico sia dei giudici onorari sia del personale amministrativo e la decisione del rinvio per il nuovo stock di cause da assegnare è ora ritenuta inevitabile. Tanto che già si ipotizza di collocare il rinvio dal 31 ottobre 2025 al 30 giugno 2026 nel prossimo decreto legge Milleproroghe in agenda prima dell’estate.

A frenare sinora erano state le preoccupazioni di compromettere gli obiettivi Pnrr da raggiungere entro giugno 2026 soprattutto in termini di riduzione della durata dei giudizi civili, dove un significativo aiuto lo avrebbe dato l’affidamento di un notevole numero di nuove controversie ai magistrati onorari, tipologia di cause non rilevanti ai fini del Pnrr. Tuttavia, tra una catastrofe certa, soprattutto per cittadini, a fronte di realtà dove già oggi i giudici di pace fissano udienze a distanze di anni, e un rischio futuro, al ministero della Giustizia si è scelto quest’ultimo.

Loading...

L’aumento di competenze

A essere oggetto di slittamento è l’aumento di competenza per i giudici di pace che, oltre ad assegnare loro in esclusiva una materia ad alto tasso di litigiosità come quella del condominio, attribuisce anche titolo a giudicare sulle cause su beni mobili fino a 30mila euro di valore e sui risarcimenti danni da incidente fino a 50mila euro. Un ulteriore tappa dopo che il precedente innalzamento è operativo dal 1° marzo 2023, con la riforma Cartabia, con un raddoppio da 5mila a 10mila per le controversie su beni mobili e da 20mila a 25mila per quelle sugli incidenti.

Un’estensione progressiva che però si confronta con una situazione di gravissima difficoltà. Con riferimento, per esempio agli uffici del giudice di pace di maggiori dimensioni (i 12 che hanno in pianta organica anche un posto di dirigente), il tasso di scopertura è quasi del 70% (con 395 presenze e 856 posti vacanti sui 1.251 previsti) Con Milano, Torino, Bologna e Napoli sono abbondantemente sopra il 70 per cento.

Confrontandosi con i 6mila magistrati onorari oggi previsti, ma non ripartiti tra uffici e funzioni, in servizio, secondo monitoraggio del Csm, ci sono 1.226 giudici di pace, 1.807 Got e 1.587 vpo, con 1.380 posti vacanti. Rispetto all’ultima procedura selettiva bandita dal Csm l’11 aprile 2023 per 657 unità, a gennaio 2025 risultavano inviate al ministero 83 delibere di nomina di nuovi giudici di pace. Dopo alcune dimissioni resteranno in servizio 77 di questi giudici. Per tutti gli altri la procedura è ancora in corso.

La scopertura media nazionale del personale amministrativo poi si attesta, al netto di distacchi, comandi e personale a tempo determinato, al 23 per cento.

La posizione degli avvocati

Plaudono allo slittamento gli avvocati. Con il Cnf che sottolinea di «condividere appieno le valutazioni sulla situazione di gravità ed emergenza in cui versano molti uffici del giudice di pace», categoria che definisce ogni anno più di un milione di processi civili, e auspica «che le procedure di reclutamento si concludano con la dovuta celerità». Mentre le Camere civili considerano lo slittamento «un passo fondamentale per consentire il completamento del percorso di rafforzamento della magistratura onoraria e delle necessarie procedure di reclutamento».


Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti