La sentenza

Francia, Le Pen condannata, ma si candida alle presidenziali e ricorre in Cassazione

«Questa sera sono candidata alle elezioni presidenziali». Così Marine Le Pen in diretta a TF1, nonostante la condanna, in Corte d’appello, ai domiciliari con braccialetto elettronico

La leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen, deputata del partito Rassemblement National (RN), reagisce durante un discorso tenuto da Jordan Bardella, presidente del partito RN, davanti ai sostenitori in occasione di una fiera di paese a Lievin, nel nord della Francia, il 4 luglio 2026. REUTERS/Tom Nicholson/Foto d'archivio REUTERS

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«Questa sera sono candidata alle elezioni presidenziali». Così Marine Le Pen in diretta a TF1, nonostante la condanna di oggi in Corte d’appello. All’intervistatore, che le ha ricordato di aver dichiarato che non avrebbe fatto campagna elettorale con il braccialetto elettronico, ha ribadito che è innocente, ha annunciato che ricorrerà in Cassazione e si è detta sicura che la Cassazione le darà ragione. «L’ultima parola spetta ai francesi», per questo nonostante tutto Le Pen ha detto che dopo la lettura della sentenza di oggi era «felice».

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«E se la Cassazione non dovesse darle ragione?», incalza il giornalista. «Vedremo. Il giudice è il popolo francese, non consideriamolo incapace di decidere», fa muro lei, confidando nel suo elettorato.

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La sentenza della Corte d’appello di Parigi

Nel pomeriggio di martedì 7 luglio, Marine Le Pen si è vista confermare la condanna: tre anni di reclusione, di cui due con sospensione condizionale e un anno agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le Pen è stata condannata anche a 45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 con sospensione condizionale della pena.

La leader del Rassemblement National ha già scontato, secondo la Corte, i 15 mesi restanti di pena di ineleggibilità e quindi, dal punto di vista giuridico, può ancora candidarsi alle elezioni presidenziali previste per il 18 aprile 2027 e il 2 maggio 2027.

Un’ipotesi che si è fatta strada - subito dopo la lettura della sentenza - è quella, per Le Pen, di chiedere una riduzione o adattamento della pena, anche se il braccialetto elettronico - fanno notare gli esperti - è già in se un adattamento di pena. Se l’obbligo di un anno venisse ridotto a sei mesi, Marine Le Pen potrebbe fare campagna elettorale senza braccialetto elettronico a partire da gennaio. Con il suo annuncio serale in diretta nazionale Le Pen ha fugato i dubbi: punta direttamente a invalidare la sentenza.

«I fatti sono gravi». La presidente del tribunale della Corte d’appello di Parigi, nel leggere la sentenza nei confronti di Marine Le Pen, ha ripetuto a più riprese questa frase, aggiungendo che lo sono «per l’ammontare e per il tempo durante il quale si sono ripetuti». Ha specificato che la Corte accoglie il principio della «assenza di arricchimento personale», ma sottolinea che «i fondi europei sono fondi pubblici» e «la definizione dei compiti degli assistenti parlamentari europei è chiara e prevedibile».

«Grazie per essere qui»: aveva detto Le Pen, ad alta voce, nell’aula di tribunale strapiena e molto calda, rivolta ai suoi sostenitori presenti. Poi è entrata in aula la presidente del tribunale e tutti si sono alzati in piedi per la lettura della sentenza.

La reazione dei legali di Le Pen: richiamo alla «libertà degli elettori»

Gli avvocati di Marine Le Pen, lasciando il palazzo di giustizia nel pomeriggio hanno evidenziato una «notevole attenuazione delle pene, in particolare della sanzione di ineleggibilità», pochi minuti dopo l’annuncio della condanna della leader del partito nazionalista francese.

Secondo l’avvocato Rodolphe Bosselut, la presidente della Corte ha richiamato il principio della «libertà per gli elettori di poter scegliere un candidato».

È «un buon inizio», ha commentato il legale, dichiarandosi «parzialmente» soddisfatto della decisione.

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La condanna per appropriazione indebita e l’ineleggibilità

Il futuro politico di Le Pen è rimasto sospeso dallo scorso anno, quando è stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo - tra il 2004 e il 2016 - per aver fatto lavorare alcuni assistenti per il suo partito, il Rassemblement National (che all’epoca dei fatti si chiamava Front National), anzichè per l’Eurocamera. È stata condannata a 4 anni di carcere di cui due con la condizionale, e a 5 anni di ineleggibilità.

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La lunga corsa all’Eliseo

Resta da vedere cosa stabilirà la Cassazione. La decisione della Corte d’appello arriva in un momento in cui Le Pen non è mai apparsa così vicina all’Eliseo, dopo tre campagne presidenziali e due sconfitte al ballottaggio contro Macron. Ma anche in caso di esclusione dalla corsa, non è chiaro se le possibilità del suo partito ne risentirebbero: il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, 30 anni, è stato indicato come suo possibile sostituto e in alcuni primi sondaggi risulta almeno altrettanto forte.

Le Pen ha detto che non farebbe campagna elettorale se fosse posta agli arresti domiciliari e costretta a indossare un braccialetto elettronico, ma la scorsa settimana in un’intervista ha assicurato che continuerà a partecipare alla vita politica francese qualunque sia l’esito del procedimento. «Non dipende più da me», aveva detto. «Ma continuerò a combattere e continuerò a essere un’attivista. E se sarò solo un’attivista, sarò solo un’attivista». A quanto pare, però, non è ancora pronta a rinunciare all’idea di diventare Presidente.

La leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen, deputata del Rassemblement National (RN - RN), arriva per assistere alla lettura della sentenza nel processo d’appello che la vede coinvolta, insieme allo stesso partito RN e ad altri 10 imputati riconosciuti colpevoli di appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo, presso il tribunale di Parigi sull’Ile de la Cité, a Parigi, in Francia, il 7 luglio 2026. REUTERS/Sarah Meyssonnier

Dopo aver lasciato il palazzo di giustizia, Le Pen ha raggiunto la sede del partito, nella parte occidentale della capitale francese, per incontrare Bardella.

Bardella non era in aula al momento della lettura della sentenza.

Jordan Bardella e il futuro di Rassemblement National

Non è chiaro se l’estrema destra avrebbe maggiori possibilità di conquistare la presidenza con o senza Le Pen. I sondaggi indicano che Bardella è leggermente più popolare. Un rilevamento dell’istituto francese Ifop, diffuso il mese scorso, lo accredita fino al 37% al primo turno, oltre 15 punti davanti al concorrente più vicino negli scenari testati.

Lo stesso sondaggio indica che anche Le Pen vincerebbe il primo turno, ma con un massimo del 32%.

Il primo turno delle presidenziali è previsto il 18 aprile. Se nessun candidato otterrà più del 50% dei voti, i primi due si affronteranno al ballottaggio il 2 maggio.

Il vantaggio di Bardella in termini di popolarità è però bilanciato dalla mancanza di esperienza. La sua età e il fatto di non essere ancora stato messo alla prova aggiungono incertezza sulla capacità di mantenere lo slancio nei prossimi mesi. Resta da capire se gli elettori francesi siano pronti ad affidare a un trentenne la guida di una potenza nucleare e della seconda economia dell’Europa.

Per Le Pen, la questione è più personale: ha trascorso oltre un decennio a ripulire l’immagine del partito ereditato dal padre e a trasformarlo in una forza centrale della politica francese.

Ora che il Rassemblement National è più vicino che mai al potere, potrebbe non essere lei a raccoglierne i frutti.

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