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Le Regioni chiedono risorse per lavoro, formazione e centri per l’impiego anche per il post Pnrr

Nell’incontro con il ministro del Lavoro, i rappresentanti regionali hanno chiesto di dare continuità alle politiche attive del lavoro, assicurando l’effettiva esigibilità dei servizi anche dopo la conclusione del programma Garanzia dell’occupabilità dei lavoratori, finanziato con 4,4 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza

Arpa Puglia    sede di un centro  per  l'impiego (Imagoeconomica)

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Dare continuità ai Livelli essenziali delle prestazioni in materia di politiche attive del lavoro e formazione, assicurando ai cittadini l’effettiva esigibilità dei servizi anche dopo la conclusione del programma di garanzia dell’occupabilità dei lavoratori, finanziato con 4,4 miliardi del Pnrr.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Finora il programma Gol ha preso in carico oltre 4 milioni e 300 mila persone, integrando il campo del lavoro e quello della formazione, inaugurando così una nuova modalità di cooperazione tra livello statale e regionale, ma con la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, le Regioni hanno incontrato il ministro del Lavoro, Marina Calderone, per chiedere certezza dei finanziamenti per questa nuova fase.

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La richiesta di certezze sulla nuova programmazione dei fondi europei 2028-2034

Un altro tema oggetto dell’incontro sono stati i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), su cui le Regioni chiedono certezze sul futuro in merito a risorse e quadro programmatorio agendo con risorse nazionali e rafforzando quelle a valere sul Fondo Sociale Europeo. Si tratta di iniziative che rappresentano una leva importante contro dispersione scolastica e disallineamento tra le competenze offerte e ricercate dalle imprese, per aiutare a instradare i più giovani verso il mondo del lavoro e i fabbisogni delle imprese.

Le Regioni hanno invitato il Governo a fornire rassicurazioni in merito alla nuova programmazione dei fondi europei 2028-2034 affinché si possa evitare un’eccessiva centralizzazione della gestione dei fondi, in modo che quelli destinati agli obiettivi sociali, alla coesione, al lavoro e alla formazione restino adeguati, riconoscibili e protetti. È stata infine condivisa la necessità di un’impostazione unitaria e di una governance coordinata tra ministero e Regioni per la nuova programmazione 2028–2034, con l’obiettivo di consolidare quanto realizzato con il Pnrr e definire un quadro stabile per le politiche attive, la formazione e l’innovazione dei servizi.

«Auspichiamo si possa aprire una nuova stagione di collaborazione, nella quale Stato e Regioni costruiscano insieme le politiche necessarie ad affrontare le grandi trasformazioni in atto - ha detto Alberto Lenzi, coordinatore della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni-, dalla conclusione del Programma GOL alla nuova programmazione europea, fino alle sfide dell’innovazione tecnologica, della sicurezza sul lavoro e delle crisi industriali. Le Regioni sono ogni giorno il livello istituzionale che traduce le politiche in servizi concreti per cittadini e imprese. Per questo chiediamo risorse certe, strumenti stabili e un pieno coinvolgimento nelle scelte strategiche, affinché non venga disperso il patrimonio di competenze, esperienze e risultati costruito in questi anni. Solo attraverso una leale collaborazione tra Governo e Regioni possiamo garantire politiche del lavoro più efficaci, inclusive e capaci di sostenere la competitività del sistema produttivo e la coesione sociale».

I ritardi per il piano di potenziamento dei centri per l’impiego

Nell’incontro tra rappresentanti delle Regioni e il ministro Calderone è stato affrontato il tema delle risorse per far fronte agli oneri di funzionamento dei centri per l’impiego e il mantenimento di ammortizzatori sociali dedicati per fronteggiare crisi settoriali. Da notare che secondo l’ultimo report del ministero del Lavoro, a fine maggio erano emerse criticità, nell’attuazione del piano di potenziamento dei centri per l’impiego regionali (finanziato dalla legge di Bilancio 2019 e 2020 integrato con risorse del Pnrr): a fronte delle 11.535 assunzioni programmate risultavano esserne state effettuate 7.320 (63,46%). Le regioni più vicine al completamento dei posti assegnati erano le Marche (97,4%), il Friuli Venezia Giulia (96,3%) e la Toscana (86,9%), mentre quelle più in ritardo risultavano essere il Lazio (29%), l’Abruzzo (37,2%) e la Campania (39,2%). Anche il potenziamento dei centri per l’impiego con interventi strutturali e infrastrutturali risulta ancora in ritardo: in totale su 951,8 milioni di risorse nazionali e del Pnrr a fine maggio sono stati rendicontati interventi per circa 362 milioni di euro.

Il prossimo incontro ad ottobre

Il ministro Calderone ha espresso la disponibilità a convocare un nuovo confronto con la Conferenza delle Regioni nel prossimo mese di ottobre, con l’obiettivo di approfondire il tema delle risorse necessarie a garantire la continuità delle politiche del lavoro e della formazione nella fase post-Pnrr e di valutare l’individuazione di specifici stanziamenti nell’ambito della prossima legge di bilancio.

«Abbiamo preso atto di una efficace collaborazione efficace tra il ministero, le Regioni e tutti gli enti coinvolti – ha affermato il ministro Calderone –. Ora progettiamo insieme come costruire percorsi efficaci di accompagnamento al lavoro, centrati sulle competenze e sulla formazione professionale legata alle nuove tecnologie e ai nuovi profili richiesti dalle imprese».

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