Le Vele, progetto solidale che rende autonome scuole e famiglie disagiate
A Roma la prima Cer è nata su iniziativa dell’Istituto Vaccari che così facendo ha tagliato la bolletta. L’energia che avanza va a 50 nuclei familiari in difficoltà
di Lello Naso
3' di lettura
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Se qualcuno avesse scritto un manuale con tutto quello che deve esserci all’interno di una Cer (Comunità energetica rinnovabile) solidale avrebbe fatto l’identikit de Le Vele, la prima Cer di Roma, nata due anni fa e già operativa. C’è l’Istituto Leonarda Vaccari, un’istituzione premiata quattro volte con medaglie d’oro della pubblica amministrazione (nel 2007, l’ultima, quella della sanità pubblica). Un monumento italiano dell’assistenza. Attivo dal 1936, il Leonarda Vaccari è un Ente morale che provvede alla riabilitazione psico-fisica e all’integrazione didattica e sociale di soggetti diversamente abili, attraverso cure cliniche e terapie, l’istruzione fino al conseguimento dell’obbligo scolastico, la formazione professionale.
Pannelli sui tetti
C’è una preside, Saveria Dandini, nipote della fondatrice Leonarda Vaccari, che in tutte le occasioni in cui è chiamata a parlare delle Vele, spiega molto semplicemente che un giorno, leggendo la bolletta della luce, ha capito di pagare una cifra esorbitante e ha intravisto la possibilità di migliorare le condizioni del suo istituto e degli assistiti costituendo una Comunità energetica rinnovabile solidale. Poi c’è la tenacia, la voglia di superare i problemi burocratici. C’è l’intervento del Comune, il Municipio I, e l’intervento dal basso, con il passaparola che inizia quando la Cer viene fondata. Ci sono i soci potenziali, privati e altre istituzioni, che arrivano senza clamore ma con tanta voglia di fare. Poi le imprese che si muovono per dare una mano. C’è la dimostrazione che anche nel cuore di Roma, tra vincoli archeologici e ambientali, si possono ottenere rapidamente i permessi per installare pannelli fotovoltaici sui tetti e distribuire energia e benefici a chi ne ha bisogno. C’è la prova che le Cer possono funzionare.
Ventimila euro al mese era la bolletta del Leonarda Vaccari. Una somma enorme che sottraeva risorse alle cure dei pazienti. È stata la molla che ha fatto scattare la costituzione della Cer. Avviata e curata da Federconsumatori Lazio, a sua volta chiamata a intervenire dal comune di Roma che era stato sollecitato dal Leonarda Vaccari. «Era luglio 2021», racconta Stefano Monticelli, allora membro di Federconsumatori Lazio e oggi presidente di Scenario B, l’associazione che gestisce la Cer Le Vele, «quando su indicazione del Municipio 1 di Roma sono andato a parlare con la preside dell’Istituto Vaccari, la professoressa Dandini, per proporle la Cer. Sono stato travolto da un entusiasmo e da un’empatia incredibili. Mancava poco che facessimo la Comunità seduta stante».
Invece è stato necessario mettere in piedi un’architettura giuridico-normativa e una governance complesse. Atto costitutivo e statuto tagliati su misura per una realtà particolare, che promuoveva la Cer sul tetto di un ente pubblico, nel centro storico di Roma. «Ce l’abbiamo fatta molto rapidamente, anche perché il Comune ha adottato una delibera che rende tutti i tetti degli edifici comunali subito disponibili per le comunità energetiche. Una misura che sarà molto utile per il futuro».
Impianto donato
A dicembre 2022 la comunità era già costituita. Il 21 novembre 2023 è stato inaugurato l’impianto fotovoltaico che nel frattempo era stato costruito da Edison e donato alla scuola grazie all’intervento del Banco dell’energia. Un impianto da 198 pannelli con una capacità di 82 kilowattora. «Quando abbiamo raggiunto la soglia di due milioni di contratti in Italia», racconta Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia, «abbiamo donato due milioni al Banco dell’energia. Abbiamo aderito alla Cer del Vaccari di Roma con molta convinzione. Per noi è stato il primo progetto. Ne abbiamo appena concluso un secondo a Milano, nel quartiere di Greco, nella parrocchia Santa Maria Goretti e ne abbiamo in campo altri due a Foggia e in Calabria». Edison, oltre a donare l’impianto, fornisce l’assistenza e la manutenzione e ha sistemato gli impianti e i quadri del Vaccari che erano in condizioni precarie.


